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LETTURE/ Castore e Polluce, quando l'affetto umano muove la pietà del dio

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C'è nella donna la coscienza della colpa commessa, che ha causato una guerra e tante morti, ma soprattutto un dolore e un'onta familiare che impedirebbe ai fratelli, pur valorosi guerrieri, di farsi vedere nell'esercito. Omero però racconta una storia diversa: "Così disse, ma già li copriva la terra feconda a Sparta, la loro patria". E' strano come il poeta, che su tanti miti si sofferma a lungo anche interrompendo una narrazione, qui si limiti alla scarna notizia. Da Elena e dal poeta stesso sappiamo solo la comune maternità, ma non la paternità, e l'evidente condizione di mortali che in modo e tempo ignoti ha unito i due prima che guidassero a Troia, come maschi della dinastia, il popolo su cui avevano la responsabilità ordinatrice. Ma già nel secondo libro, presentando i diversi contingenti dell'esercito greco, Omero aveva attribuito il comando degli Spartani a Menelao, il genero del re, segno dell'assenza di figli maschi. 

Dobbiamo a Pindaro la ricostruzione di una delle più commosse varianti del mito dei gemelli. Nella X Nemea racconta che Castore, qui il gemello solo umano, viene ferito in una lotta; Polluce accorre presso il morente e prega Zeus, suo padre, di concedergli di morire con lui. Il dio è sconcertato da questa fedeltà fra fratellastri di origine così immensamente diversa: "Tu sei mio figlio. In seguito ha generato lui, ponendo in tua madre il suo seme mortale, l'eroe suo sposo. Ma ti concedo una scelta: se evitando la morte e l'odiosa vecchiaia vuoi vivere sull'Olimpo con me e Atena e Ares dalla nera lancia, hai questa sorte; se invece lotti per tuo fratello, e pensi di dividere tutto con lui, puoi stare per metà sotto terra, e per metà nelle auree dimore del cielo". 

Polluce sceglie senza esitare la seconda possibilità, salvando così la vita del fratello: "E sciolse gli occhi e poi la voce di Castore dalla bronzea cintura". Altre varianti considereranno entrambi i fratelli immortali, tanto da farne i protettori dei naviganti e l'origine della costellazione dei Gemelli. Questa di Pindaro comporta un legame fraterno e una dolorosa rinuncia: anche perché, come spesso avviene per i doni degli dèi pagani che non capiscono gli uomini e i loro affetti, i due fratelli divideranno mortalità e immortalità ma resteranno così divisi fra loro. 

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