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LETTURE/ Appuntamento a ora insolita: Vittorio Sereni e la voce che disarma

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Vittorio Sereni (1913-1983) (Immagine dal web)  Vittorio Sereni (1913-1983) (Immagine dal web)

[…] «Ma è giusto,
fai bene a non badarmi se dico queste cose,
se le dico per odio di qualcuno
o rabbia per qualcosa. Ma credi all'altra
cosa che si fa strada in me di tanto in tanto
che in sé le altre include e le fa splendide,
rara come questa mattina di settembre…
giusto di te tra me e me parlavo:
della gioia».
           Mi prende sottobraccio.
«Non è vero che è rara – mi correggo – c'è,
la si porta come una ferita
per le strade abbaglianti. È
quest'ora di settembre in me repressa
per tutto un anno, è la volpe rubata che il ragazzo
celava sotto i panni e il fianco gli straziava,
un'arma che si reca con abuso, fuori
dal breve sogno di una vacanza.
                                            Potrei
con questa uccidere, con la sola gioia…»

Ma dove sei, dove ti sei mai persa?

«È a questo che penso se qualcuno
mi parla di rivoluzione»
dico alla vetrina ritornata deserta. 
(Appuntamento a ora insolita, da Gli strumenti umani, 18-41)



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