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LETTURE/ Mary de Rachewiltz, l'infinito compito di capire Pound

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Ezra Pound (1885-1972) (Immagine dal web)  Ezra Pound (1885-1972) (Immagine dal web)

Il lavoro di traduzione era molto più duro di quanto avessi immaginato, ma col passare del tempo ascoltavo con ansia crescente l'avvicinarsi del bastone sui sassi della salita e poi il picchettio sulla porta, perché egli portava con sé una dimensione di — no, non di quiete — ma di grandezza, d'importanza. Mi faceva sentire che il lavoro, lo studio, era cosa valida, eccitante" (pp. 188-189). 

Nelle serate a Venezia la piccola Mary aveva iniziato a percepire qualcosa della forza magnetica dei Cantos, ma mai si sarebbe aspettata di entrare nel vivo della fucina: "Alla fine del 1942 ero già immersa nella traduzione… Il suono, da quando il Babbo li leggeva a Venezia senza che io ne capissi una parola, s'era in un certo senso innestato in me, bello e armonioso. Ma il leggerli da sola fu uno shock. Ero un'affamata di fronte a un cesto di frutti esotici, non sapevo da dove cominciare, ogni sapore era sconosciuto…" (p. 196). 

La scuola di Pound era molto severa. Non c'era spazio per domande inutili. Bisogna procedere un tassello alla volta, perché "la bellezza è difficile": "Almeno che non fossi arrivata a uno scoglio insormontabile, non dovevo mostrargli la traduzione prima di aver una pagina intera battuta a macchina. E invariabilmente la faceva a pezzi…". 

Fu un magistero duro, ma molto fecondo. Mary non avrebbe imparato solo a districarsi tra le mille possibilità della traduzione, ma avrebbe a sua volta scoperto la vocazione di poeta. 

Tra i momenti più intensi della sua autobiografia, c'è il ricordo della madre che suona il violino, una vera e propria epifania: "Ascoltai la Ciaccona di Bach, forse per la prima volta. Non la dimenticherò mai. Mamile aveva messo un leggio di ferro al centro della stanza e lei stava davanti alla finestra. A Venezia l'avevo sentita suonare per ore e i suoni mi opprimevano. Non l'avevo mai osservata. Ai concerti in casa d'altri la sbirciavo ogni tanto, ma non l'avevo mai veramente vista. Ora dinanzi a me stava un persona nuova… Era così bella perché suonava esclusivamente per il Babbo… Per tutto il tempo che suonava, nessuna traccia d'ombra o di rancore, gli occhi, violette chiare, luminosi. Finalmente, per un attimo, vidi il loro vero mondo nel terzo cielo" (p. 151).

Mary ha appena compiuto 90 anni. Vive nello splendido castello di Brunnenburg, sopra Merano. Fedele alla missione ricevuta, continua a lavorare sui Cantos, perché le traduzioni si possono sempre perfezionare. Entrare nel suo castello è come prendere la macchina del tempo. In quelle mura trovò riparo Pound al rientro in Italia dopo gli anni della reclusione in manicomio a Washington. 



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