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LETTURE/ Mary de Rachewiltz, l'infinito compito di capire Pound

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Ezra Pound (1885-1972) (Immagine dal web)  Ezra Pound (1885-1972) (Immagine dal web)

A Brunnenburg ogni pietra, ogni angolo, ogni suppellettile racconta di lui. Ci sono i mobili della casa di Rapallo, edizioni rare e rarissime, le celebri sentenze appese alle pareti: "Così vivere che i tuoi figli e i loro discendenti ti ringrazino", "l'arciere che manca il centro del bersaglio cerca la causa dell'errore dentro se stesso"... Si può vedere anche l'assegno da 1500 dollari che Hemingway inviò a Pound nel 1958 e che l'autore dei Cantos non volle mai incassare nel completo disappunto dei famigliari…

Ogni tanto Mary, sfogliando i volumi della biblioteca paterna, trova ancora frammenti inediti di Pound: idee e lampi per nuove poesie. Qui, infatti, furono concepiti gli ultimi frammenti dei Cantos, forse il momento più intimo della sua opera: «Ho perso il mio centro / a combattere il mondo. / I sogni cozzano / e si frantumano – / e che ho cercato di costruire un paradiso terrestre» e, ancora: «Ho provato a scrivere il Paradiso / Non ti muovere, / Lascia parlare il vento / Così è Paradiso // Lascia che gli Dei perdonino quel che / ho costruito / Chi ho amato cerchi di perdonare / quello che ho costruito». 

Sono versi affilati e luminosi come diamanti, sono il bilancio di una poetica all'insegna di quella bellezza così difficile che il vecchio Ez aveva cercato per tutta la vita.

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