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L'ANNUNCIO A MARIA/ Così il sacrificio ci rende uomini

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Paul Claudel (1868-1955) (Immagine dal web)  Paul Claudel (1868-1955) (Immagine dal web)

"Un testo senza prudenza, senza discrezione, senza freni. In cui chi è interpellato non può tirarsi indietro, deve scegliere. Come ha fatto la Madonna", dice Fabrizio Sinisi de "L'annuncio a Maria", dramma di Paul Claudel al quale il grande francese lavorò per una vita intera e che andrà in scena questa sera al Meeting di Rimini, nella traduzione e nell'adattamento di Sinisi. Ilsussidiario.net ne ha parlato con il giovane autore.

L'annuncio a Maria è un testo del 1912. Perché ha senso riproporlo oggi? Qual è la sua attualità? 
Un testo, se è grande — e L'annuncio a Maria è un capolavoro — non smette mai di dire quello che ha da dire: risuona a diversi livelli e a diverse tonalità a seconda del luogo e del cuore che impatta. È un testo, ad esempio, che ha come sua caratteristica più evidente la radicalità: è un testo senza prudenza, senza discrezione, senza freni. Tutto, nei suoi personaggi, accade in un orizzonte estremo. Perché i suoi due grandi temi sono la libertà e il perdono, due cose così decisive che non si può trattarne senza andare sino in fondo, sino alle conseguenze.

Possiamo spiegare meglio questi due temi? 
I personaggi dell'Annuncio a Maria sono diversissimi, ma hanno in comune proprio queste due grandi questioni: la libertà e il perdono. La libertà, perché vengono interpellati dalla realtà in maniera così diretta da essere letteralmente costretti a prendere una posizione, a scegliere. E questa presa di posizione, questa scelta, detta la forma della loro persona, della loro storia, del loro destino. Anne Vercors deve scegliere se partire per la Terrasanta; sua moglie deve scegliere se consentirglielo (in quanto moglie, lui non può partire se lei non lo autorizza); Violaine sceglie di baciare Pierre di Craon; Pierre di Craon sceglie la vocazione della verginità; Mara sceglie di tradire Violaine; Jacques sceglie di ripudiarla. È questo che spiega il titolo del testo, L'annuncio a Maria è un'espressione che non avrebbe senso se non in questa chiave: per Claudel, l'«annuncio» è il destino che ti interpella, che ti interroga, chiede di te. Davanti a questo annuncio, come Maria, il personaggio deve dire di sì o di no — deve scegliere. La storia della Madonna, che s'identifica con la storia della salvezza cristiana, è il grande paradigma di come un sì al destino possa generare una vita inedita, imprevedibile. 

E il perdono? 
È quasi una conseguenza diretta di quello che abbiamo appena detto sulla libertà. La scelta libera di uno crea scandalo agli altri e anche a se stessi. È uno scandalo — che si tratti di una scelta giusta o no — difficile da accettare. Ancora una volta: Anne Vercors deve scegliere se perdonare sua figlia Mara; sua moglie Beth deve scegliere se perdonare suo marito per la sua partenza; Violaine deve scegliere se perdonare Mara; Mara deve scegliere se perdonare Violaine e Jacques deve scegliere se perdonare Mara; Pierre di Craon, all'inizio, deve perdonare se stesso. Il perdono, qui, è il culmine della libertà. 



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