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DIARIO GERMANIA/ Il "caso serio" dei migranti e la lezione di Francesco

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Comunque non è solo questione di teologia. Se guardiamo ad un paese come gli Stati Uniti, pur in tutte le contraddizioni, si vede che una società globale non può che essere una società che integra le differenze. A Los Angeles si parla non meno spagnolo che inglese.

Un ultima parola la lascerei al Santo Padre, con un motto che cita sia nell'esortazione apostolica Evangelii Gaudium sia nella nuova enciclica Laudato si': la realtà viene prima dell'idea. "Esiste anche una tensione bipolare tra l'idea e la realtà. La realtà semplicemente è, l'idea si elabora. Tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l'idea finisca per separarsi dalla realtà. È pericoloso vivere nel regno della sola parola, dell'immagine, del sofisma. Da qui si desume che occorre postulare un terzo principio: la realtà è superiore all'idea. Questo implica di evitare diverse forme di occultamento della realtà: i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti, i progetti più formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza saggezza" (EG, 231). 

Prendere sul serio questo passaggio dell'esortazione apostolica potrebbe aprire un percorso che, al di là di ogni purismo angelico il quale pensa per esempio che sia violenza rimandare indietro uno straniero che non ha un permesso di soggiorno e che compie violenza, mentre è semplicemente giustizia, ci porta ad una soluzione non populista della domanda che il grande afflusso di stranieri in Europa ci pone e che dobbiamo e possiamo vedere come una chance e non solo come un problema, perché l'amore gratis di Cristo non è un pensiero, ma un opera. Ed è, perché opera (Luigi Giussani), anche in questa domanda cruciale del nostro tempo.

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