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DIARIO GERMANIA/ Il "caso serio" dei migranti e la lezione di Francesco

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LIPSIA — Telegiornali e approfondimenti serali del primo programma della televisione tedesca (ARD) si stanno occupando molto intensamente del tema dell'immigrazione, che in questi giorni viene percepito in modo molto acuto in piccole isole greche del mare Egeo, che si trovano a vivere un conflitto tra il loro bisogno di turisti e l'arrivo dei profughi, di cui riconoscono a loro volta il bisogno, ma che spesso le trova incapaci a risolverlo, a parte dall'offrire da bere a chi arriva. Anche il sito del Tagesschau (telegiornale, ndr) offre diversi articoli e servizi sul tema, che anche  in Italia viene dibattuto in modo molto sentito.

Alcuni dati. In primo luogo il più importante. Nel prossimo anno arriveranno in Germania più profughi di quanto si pensasse in una statistica precedente. Saranno 750mila, 300mila di più del previsto. I dati del ministero per l'Immigrazione e per i profughi parlano di una somma attuale, a partire dal 1953 fino al 2014, di 4,1 milioni ( per uno studio preciso delle tabelle rimando al sito del ministero). 

Un recente commento di una giornalista della ARD, Anna Kyrieleis, ha riassunto i temi che vengono oggi dibattuti. In primo luogo il dato, non semplice da spiegare, che nell'est della Repubblica Federale Tedesca, in cui vengono accolti meno profughi (l'80% viene accolto nell'ovest della repubblica) gli episodi di violenza razzista sono maggiori. 

Infatti il 53% dei delitti con motivazione razzista vengono compiuti nell'ovest e il 47% nell'est, inclusa Berlino, bisogna però tener conto che nell'est vivono meno persone che nell'ovest e così si arriva a questa percentuale: 0,11% di delitti compiuti nell'ovest e 0,38% nell'est. Si tratta quindi di una percentuale tre volte maggiore di crimini commessi nei Länder che si sono aggiunti con la riunificazione. Uno su tutti, il delitto diventato negli ultimi mesi simbolo del razzismo, all'inizio dell'aprile di quest'anno, in un piccolo paese vicino a Lipsia, nella Sassonia-Anhalt, Tröglitz, in cui è stato bruciato il tetto di un edificio che era stato preparato per l'accoglienza di profughi.

La commentatrice della ARD, chiedendosi i motivi di questa situazione, ha accennato ad una debolezza della società civile nell'est della repubblica, in cui chiese ed associazioni hanno una presenza minore che nell'ovest. Ciò non toglie che anche nell'est vi siano persone e comunità ecclesiali molto impegnate nell'accoglienza dei profughi, ma ovviamente la giornalista ha ragione a menzionare questa debolezza della "società civile". 40 anni di Ddr non passano senza lasciare tracce. La commentatrice stessa ha aggiunto però che sarebbe un errore vedere in questa presenza razzistica solo un problema dell'est, cosa che i dati sopra citati confermano. Con sincerità ha espresso infine un pensiero che viene spontaneo a tutti: chi se non la Germania, uno dei paesi più ricchi del mondo, dovrebbe essere disponibile ad accogliere più profughi possibili e non desidera che questo diventi il tema principale della cancelliera Angela Merkel? 



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