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LETTURE/ Il carteggio Einstein-Born: la luce del genio e l’"ombra" dell'atomica

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Albert Einstein (1879-1955) (Immagine dal web)  Albert Einstein (1879-1955) (Immagine dal web)

Anniversari. Cento anni sono trascorsi dalla scoperta della relatività generale. Esattamente dieci anni prima, la relatività speciale era stata il frutto maturo che compiva le scoperte di una generazione di fisici. L'inclusione della gravitazione nel quadro relativistico giunse invece completamente inaspettata e fu l'atto creatore solitario e irripetibile di un singolo uomo. Notissima la risposta di Einstein a Sommerfeld che nel 1912 lo interrogava su altro: "Al momento mi sto occupando esclusivamente del problema della gravitazione e credo che riuscirò a superare tutte le difficoltà grazie all'aiuto di un amico matematico di qui. Ma una cosa è certa, nella mia vita non ho mai lavorato tanto duramente e ho l'animo riempito di un sacro rispetto per la matematica, le cui sottigliezze, nella mia ingenuità, avevo finora considerato come un lusso superfluo. In confronto a questo problema, l'originaria teoria della relatività è un gioco da ragazzi"

Alla fine di giugno del 1915 Einstein si recò a Gottinga, la piccola città universitaria della Bassa Sassonia, centro del mondo scientifico di allora, per incontrare David Hilbert e Felix Klein ed illustrare lo stato delle sue ricerche in sei conferenze. L'incontro con Hilbert doveva rivelarsi decisivo per il completamento della teoria. "Sono entusiasta di Hilbert un uomo di energia e indipendenza di giudizio su ogni cosa sorprendenti" (Einstein a Zannger - 1915). Così, dopo alcuni drammatici cambiamenti dell'ultima ora, il 25 novembre 1915 Einstein presentava finalmente all'Accademia prussiana le equazioni del campo gravitazionale, "la scoperta più preziosa della mia vita"

A Gottinga aveva studiato Max Born ed era stato assistente di Hilbert e di Minkowski. Ora, nel 1915, anche Born era a Berlino, nominato professore straordinario di fisica teorica per sollevare Max Planck dagli obblighi dell'insegnamento. Il divampare della guerra lo aveva però quasi subito destinato al ruolo di consigliere scientifico dell'artiglieria. L'ufficio dove prestava servizio militare si trovava vicino all'appartamento di Einstein in Haberlandstrasse n. 5. Così, i due potevano vedersi frequentemente e discutere di fisica, di politica, di letteratura, arte e tutto il resto, intrecciando un'intensa amicizia che non sarebbe mai venuta meno, anche se ben presto si sarebbe nutrita esclusivamente di scambi epistolari; Born e Einstein si sarebbero visti per l'ultima volta nel 1928. 

Il carteggio, intitolato nell'edizione italiana di Einaudi del 1973 Scienza e Vita. Lettere 1916-1955, è stato ripubblicato da Mimesis quest'anno. Forse grazie anche alle confidenze di quei giorni berlinesi, Born fu tra i primissimi a comprendere e celebrare la bellezza e la gloria della relatività generale. "Caro Born, stamattina ho ricevuto le bozze del suo (sein) articolo per la Physikalische Zeitschrift che ho letto con un certo imbarazzo ma allo stesso tempo con un sentimento di felicità per essere completamente capito e riconosciuto da uno dei miei migliori colleghi. Ma, a parte il contenuto dell'articolo, era lo spirito di positiva benevolenza che l'articolo irraggiava che mi ha rallegrato — è un sentimento che, nella sua forma pura, fiorisce troppo raramente sotto la fredda lampada accademica. La ringrazio con tutto il cuore per avermi permesso di condividere questa felicità" (prima lettera di Einstein a Born, 27 febbraio 1916)



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