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ENCICLICA LAUDATO SI'/ Si può essere "ambientalisti" e non amare Dio?

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Michelangelo, Giudizio universale (particolare)  Michelangelo, Giudizio universale (particolare)

«Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili»: parole che ripetiamo ogni domenica, forse un po' distrattamente, senza pesarle e senza renderci conto della loro potenza formidabile. Eppure la creazione — quest'idea scandalosa che il pensiero greco non ha mai potuto concepire e far sua e che si trova solo nella Bibbia — è qualcosa che dovrebbe riempirci di stupore, se solo ci fermassimo a considerarla. Non si tratta, infatti di credere che c'è un principio, una "causa prima" alla base di tutto ciò che esiste e chiamarlo "Dio". Fin qui ci si può arrivare. Come osserva Basilio di Cesarea, nella prima Omelia sull'Esamerone, «molti […] riconoscono che Dio è la causa del mondo, ma una causa involontaria, come il corpo lo è dell'ombra e il corpo lucente del chiarore».

Però non è questo che dice il racconto biblico della creazione: «Egli non fu per questo semplice causa del mondo, ma nella sua bontà creò ciò che è utile, nella sua sapienza ciò che è bellissimo, nella sua potenza ciò che è grandissimo. Infatti Egli si è quasi mostrato come artefice che penetra la sostanza di tutto e armonizza le singole parti tra loro e dà all'universo omogeneità, accordo e perfetta armonia». La creazione è l'esito di un progetto, il frutto di un misterioso atto di volontà per cui Dio, il Tutto, vuole che esista qualcosa di altro da sé, e lo fa essere dal nulla.

Ora, questo atto di volontà si estrinseca in un giudizio: il Dio della Bibbia, infatti, non si limita a fare l'universo ma, mentre lo fa, lo giudica e lo approva incondizionatamente riconoscendone la bontà-bellezza, come per ben otto volte ripete il primo capitolo della Genesi («E Dio vide che era cosa buona»). Dio crea giudicando, ed è appunto la presenza di questo giudizio divino a distinguere il Dio Creatore da qualunque altra "causa prima" la speculazione filosofica antica e moderna possa avere ipotizzato. 

Questo è un punto essenziale che deve essere tenuto sempre presente per comprendere correttamente il senso dell'enciclica Laudato si': «Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato (13) [...] il mondo proviene da una decisione, non dal caos o dalla casualità, e questo lo innalza ancora di più. Vi è una scelta libera espressa nella parola creatrice. L'universo non è sorto come risultato di un'onnipotenza arbitraria, di una dimostrazione di forza o di un desiderio di autoaffermazione. La creazione appartiene all'ordine dell'amore» (77). In altre parole, a Dio il mondo piace, perché lo ha fatto bene: siamo agli antipodi rispetto al demiurgo malvagio e/o incapace della tradizione gnostica ma anche rispetto alla personaggio indifferente immaginato dai moderni, quel Dio che «fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso», come dice, con un'espressione folgorante, il protagonista dell'Uomo senza qualità di Musil.



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COMMENTI
05/08/2015 - Giusto rispettare il creato però... (Carlo Cerofolini)

Sine ira et studio: è giusto indignarsi per la morte del leone Cecil però – a meno che non mi sia distratto – non ho visto e non vedo una pari o meglio molto superiore indignazione né per gli efferati crimini commessi dagli islamici dell’Isis né per i cristianicidi – che avvengono soprattutto nei paesi musulmani – né per la cristianofobia dilagante nel mondo. Detto questo per quanto riguarda l’enciclica “Laudato si’” va preso comunque atto che questa ha dato argomenti ai catastroambientalisti, antiantropocentrici, fautori del controllo delle nascite, adoratori di Gaia e che vedono l’uomo come un virus da estirpare. Inoltre è bene sapere che l’imperversante ecologismo esasperato è un lusso che, come il comunismo, non ci possiamo permettere perché ben altre sono le priorità e quindi occorre denunciare con forza l’assurdità di continuare a gettare e decine decine di miliardi nella lotta alla riduzione parossistica della CO2 antropica - l’inquinamento è tutta un’altra cosa - operazione che ha un rapporto costi benefici sempre negativo (più si spende più è negativo) e che - secondo la bufala onusiana – è considerata responsabile dei cambiamenti climatici.

 
04/08/2015 - A proposito di Cecil (lucia corucci)

Carissimi, La lettura del vs sito è una mia buona abitudine.In esso vi cerco un giudizio nn scontato su quello che accade.In questi giorni,è stato dato molto rilievo alla notizia della barbara uccisione del leone Cecil,un rilievo forse eccessivo,se pensiamo ai tempi duri nei quali stiamo vivendo.Questo articolo, indirettamente,ha risposto ai miei dubbi.Mi spiego.Coloro che hanno protestato per Cecil sono ,forse, gli stessi (non tutti certo )che vogliono amare la natura a orescindere da Dio.Le loro parole sono ,a mio avviso,poco attendibili.Di fronte ad un gesto così sconsiderato e stupido,l'unico atteggiamento che renda ragione a quella povera bestia ammazzata ed anche a coloro che,per necessità di guadagno,organizzano queste battute di caccia,è riconoscere nella natura una creazione bella e buona,affidata a noi,fatta per noi.Solo così Cecil non sarà morto invano . Grazie Lucia Corucci

 
04/08/2015 - Cose proprio buone. (claudia mazzola)

Ed a me il mondo piace proprio perchè l'ha fatto Dio, in più mi ci metto anch'io così ben fatta in Dio.