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TERZA REPUBBLICA?/ Renzi e la finta Balena Bianca

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Matteo Renzi al Meeting di Rimini (Infophoto)  Matteo Renzi al Meeting di Rimini (Infophoto)

Anzi, il segretario del Pd da sempre ha voluto considerare l'antiberlusconismo un'«altra faccia» dello stesso problema, ovvero «un movimento culturale e politico che non si preoccupava di definire una strategia coerente per il futuro, ma semplicemente di abbattere Berlusconi. Una grande coalizione contro una persona». 

Così Renzi ha potuto prendere le distanze dal vecchio establishment del suo partito, marcare ancora una volta la propria "novità", che consisterebbe soprattutto nel non voler cadere in una politica di pura opposizione, improduttiva perché negativa: una politica — va detto — che ha avuto indubbiamente il limite storico di rappresentare alla fine un'identità debole, perché costruita solamente sull'opera di continua delegittimazione del nemico (quindi non dell"avversario") politico Berlusconi. 

Per questo egli ha dichiarato serenamente a Cazzullo di non sentirsi antiberlusconiano: «Io non mi definisco contro qualcuno, mai. Non sono contro Berlusconi, ma per l'Italia: ero per l'Ulivo, non contro gli altri». Ed è tutto sommato difficile contestargli storicamente il seguente giudizio: «Comunque non è un caso se nessun governo del centrosinistra in quegli anni abbia avuto la forza di durare una legislatura. Perché? Perché stavano insieme contro qualcuno, non per qualcosa». 

Sembrerebbe, in questa coda estiva del 2015, che la narrazione politica di Renzi abbia provato a mostrare una sua piena maturità: per questo il consenso che ha cercato di suscitare nei cuori delle donne e degli uomini di Cl è stato sollecitato soprattutto sulla sua persona e sul suo personale progetto. Lo si capisce bene da questa sua "pubblica confessione": «Io non volevo venire al Meeting di Rimini, ma non per un fatto ideologico: i miei predecessori a Palazzo Chigi hanno sempre partecipato, anche i miei predecessori alla guida del centrosinistra in effetti, ma venivano considerando questa una importante piazza politica; per me è diverso: vi ho incontrato in una esperienza personale, profonda».

Il presidente del Consiglio alle persone di Comunione e liberazione si è voluto mostrare come il "nuovo che avanza", consapevole che per il movimento il "nuovo" per vent'anni è stato sostanzialmente Berlusconi rispetto alle "pastoie partitiche" della prima repubblica, e contro le quali il leader del centrodestra ha costruito consenso affermando il suo personale modello di antipolitica neoliberista; e proprio per questo Renzi ha affermato a Rimini che «il Paese continua ad andare avanti nonostante la politica», mentre a suo avviso quel presunto "nuovo" appena passato avrebbe tolto l'ottimismo al Paese incatenandolo ad un "racconto odioso e litigioso che tutti i giorni ci fanno i talk show".

Mai come nell'intervento al Meeting 2015, Matteo Renzi ha così avvertito la necessità di smarcarsi da tutto e da tutti, di attestare la sua differenza, non solo generazionale ma quasi "antropologica" con le categorie di pensiero politico del ventennio appena trascorso. Sempre nella sua intervista a Cazzullo lo ha confermato senza mezzi termini, quando ha sostenuto: «Ma io devo preoccuparmi soprattutto della maggioranza degli italiani».  



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COMMENTI
10/09/2015 - Vedremo... (Giuseppe Crippa)

Se Renzi il mese prossimo, magari dopo un secondo “family day”, dimostrasse davvero di “preoccuparsi soprattutto della maggioranza degli italiani” non avrei più remore a lavorare per un “Partito della Nazione”.