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JULIAN CARRON/ Senza una umanità cambiata i "valori" non tengono

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Julián Carrón (Infophoto)  Julián Carrón (Infophoto)

Che cosa fa Gesù per ridestare l'uomo, per risollevarlo dalla situazione di smarrimento e di alienazione in cui versa? Incontra le persone, mette davanti a loro una presenza umana — la Sua — non ridotta. Perché è soltanto imbattendosi in Lui, nella Sua presenza, nella coscienza chiara che Lui ha di Sé, nella Sua capacità di rendersi conto della densità e dell'attesa del cuore, che può risvegliarsi la loro umanità, la percezione della portata della loro esigenza, ed esse possono di conseguenza non perdere tempo cercando soluzioni che non sono in grado di rispondere adeguatamente. Per questo la soluzione dei problemi emergenti nella vita quotidiana «non avviene direttamente affrontando i problemi, ma approfondendo la natura del soggetto che li affronta», cioè prendendo coscienza della natura dell'io, della natura del proprio desiderio. Solo se l'io si rende conto di sé fino in fondo potrà liberarsi da tutte le presunte soluzioni e le immagini che ha in testa, in cui anche noi possiamo cadere. […]

Perciò, davanti al crollo delle evidenze, tutto il problema è se si genera un soggetto in grado di avere una consapevolezza tale della propria natura, della propria esigenza umana, da non lasciarsi travolgere da immagini ridotte e soluzioni parziali, che non danno alcuna soddisfazione. L'esperienza cristiana realmente vissuta rende l'io libero da tutti i tentativi parziali, lo fa traboccare di gioia e di pienezza, ponendo davanti a tutti una umanità veramente desiderabile. Infatti, ciò che colpisce non sono le opinioni diverse sulle cose, ma una umanità vera, piena, in cui ci si imbatte. A questa umanità diversa l'uomo, qualsiasi sia la latitudine in cui vive, non si può sottrarre, come raccontava un ragazzo che ha vissuto alcuni mesi in Texas. Le persone che avevano a che fare con lui gli dicevano: «Non abbiamo mai visto un'umanità così». Si ripete oggi la stessa reazione che i primi avevano davanti a Gesù. Non sono le opinioni religiose che muovono le persone, ma una umanità vera, piena. Occorrerà poi dare tutte le ragioni di tale diversità, ma il primo contraccolpo è l'incontro con una umanità vera, non ridotta. 

[...] Non c'è un'altra strada, ci dice sempre papa Francesco, che la testimonianza di una vita traboccante della Sua presenza, così che chiunque ci incontra possa fare parte di questa pienezza che a noi è stata data per grazia, che dobbiamo avere di continuo la semplicità di accogliere, di ricevere, e senza la quale noi smarriamo il rapporto con la realtà. 

[...] Come ha detto papa Francesco, senza un punto di appoggio in qualcosa di essenziale — e l'essenziale è Cristo —, noi non potremo evitare di spaventarci davanti alle nuove sfide. L'essenziale, il ritorno all'essenziale, a cui don Giussani ha sempre richiamato e al quale adesso invita il Papa, è cruciale; altrimenti sarà difficile essere sufficientemente liberi per cercare nuove forme e modi per comunicare la verità. 


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Julián Carrón, "La bellezza disarmata", Rizzoli, Milano 2015.



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