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LETTURE/ "Lettere a un figlio sull'educazione", il fascino di un sentiero di pietra

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Michelangelo, Madonna con Bambino (Immagine dal web)  Michelangelo, Madonna con Bambino (Immagine dal web)

Certo, ci vuole "una compagnia per i passi dentro il mistero". Una sposa, per un'unione che, "generata dalla Chiesa e da Cristo", a sua volta "generi alla Chiesa e a Cristo", per una tranquillità che non è incoscienza, ma vigilanza consapevole degli attacchi del male; se non si è soli, se si è attrezzati alla difesa con le armi dei sacramenti e della preghiera. Se si confida non in se stessi e neppure in chi ci è più caro, ma solo in Dio che ci ha dato tutto, anche chi ci è caro. 

Ma una strada così tracciata, senza costruire muri di contenimento, senza la segnaletica invasiva agli incroci, senza neppure conoscere lo svolgersi del nastro, porta a una meta sicura. Sembra impossibile, ma è un uomo reale che scrive così, che cresce nove figli così, solidamente appoggiato alle radici e spalancato al domani. Ce ne sono pochi di padri così, saldi e accoglienti, severi per un bene più grande e tenerissimi in parole e opere, essenziali, "leggeri", perché una cosa sola è necessaria, una guida al destino. Ci toccano tempi di uomini fragili, impauriti, incapaci di scegliere e segnare una strada. E ci sono anche pochi scrittori capaci di scrivere un epistolario di stampo classico senza mai scivolare nel sentimentalismo, nel moralismo, nella nostalgia del buon tempo andato, nella reprimenda di quel che non si comprende. Ci sono poche letture edificanti, ed è un complimento voluto. Hanno a che fare con l'artigianato e la scienza, costruire la vita. Non c'è sfida più esaltante, e più decisiva. Non si può chiedere e dare altro ai propri figli.


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Giovanni Donna D'Oldenico, "Lettere a un figlio sull'educazione", La Fontana di Siloe, 2015



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