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LETTURE/ Quando i media (occidentali) "lavorano" al fianco del jihad

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I jihadisti, infatti, non solo tagliano le gole ai loro nemici, o colpiscono senza pietà i "miscredenti", ma si preoccupano anche di creare attraverso filmati e racconti "un'epica della lotta armata dell'Islam contro i crociati dell'Occidente". Diffondere i loro filmati, perciò, equivale ad amplificare nell'opinione pubblica il loro messaggio. Ecco perché si può opportunamente decidere, come qualcuno già ha fatto, di non mandare più in onda integralmente i video dell'Isis. «Si tratta non solo — sostiene la Maggioni — di togliere la dirompente forza del racconto dalle mani sapienti di chi lo sta trasformando nello strumento più potente di tutti», ma anche di destrutturare la narrativa del nuovo regime jihadista.



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