BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Dalla Germania: la crisi Volkswagen? "Prevista" da papa Francesco

Pubblicazione:

L'ex Ad Volkswagen Martin Winterkorn (Infophoto)  L'ex Ad Volkswagen Martin Winterkorn (Infophoto)

LIPSIA — La Volkswagen è in mezzo alla tempesta con lo scandalo sui gas di scarico. In un video pubblicato da focus.de Martin Winterkorn — ormai ex (si è dimesso mercoledì) amministratore delegato della VW — ha chiesto scusa in modo solenne per questo grave errore, che contraddirebbe tutto ciò per cui garantisce questa azienda tedesca e che ferisce i 600mila lavoratori del gruppo, che invece lavorano con un grande impegno tecnico e morale. 

Ci troviamo di fronte ad uno scandalo che riguarda uno dei temi su cui nel mondo, a livello teorico, c'è un grande consenso: etica della responsabilità è in primo luogo etica ecologica. Ma la teoria si scontra con la realtà. Il problema tocca diversi aspetti che dovrebbero essere analizzati con una più grande conoscenza della mia; mi limito a presentarne uno: vengono fatte delle prove sulle auto per misurarne i gas di scarico, in modo che rimangano entro un livello predefinito, ma poi nella realtà, quando esse vengono vendute, non vengono usate queste precauzioni ecologiche perché rallenterebbero l'automobile e questo non corrisponde al bisogno di velocità di chi le compra.

Il tema mi interessa in primo luogo dal punto di vista della ricezione, non solo teorica, ma anche pratica, dell'enciclica di papa Francesco sul tema ecologico Laudato si'. A livello giornalistico l'enciclica è stata recensita in Germania con una certa simpatia, ma anche con toni critici o ironici; nel proseguire dei mesi non ha però interessato più di tanto il pubblico tedesco. Forse anche perché la chiesa evangelico-luterana, prima di quella cattolica, si è occupata a lungo del tema e uno degli intellettuali di punta del mondo tedesco, Carl Friedrich von Weizsäcker (1912-2007), fisico e filosofo, già negli anni ottanta aveva scritto un libro dal titolo Die Zeit drängt ("Il tempo stringe") in cui parlava dell'urgenza di temi come la pace, la giustizia e la difesa della natura.

Jan Grossarth in un articolo nella pagina di economia della Frankfurter Allgemeine Zeitung ("Die grünen Wirtschaftsideen des Papstes", "Le idee economiche verdi del papa, 18 giugno) diceva che nell'enciclica, che presenta un "kosmisches Gesamtdenken" (pensiero complessivo cosmico, ndr), siamo confrontati con un abisso tra la realtà e gli ideali. Papa Francesco avrebbe in fondo un completo scetticismo nei confronti dell'industria, dell'economia di mercato e proporrebbe uno stile di vita del tutto non moderno di rinuncia al lusso e al consumo. La spiegazione della crisi finanziaria del 2007 e 2008 rimarrebbe ad un livello vago e non molto convincente. La sua critica della massimizzazione dei profitti sarebbe irrealistica e contraddirebbe il punto di vista più logico di Adam Smith, che la massimizzazione dei profitti del singolo arricchisce e non impoverisce la comunità. Per usare un'immagine famosa: il panettiere che guadagna vedendo il pane, sazia chi lo compra. Infine la critica riguardante la mancanza di creatività nel lavoro sarebbe scontata e non molto interessante. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/09/2015 - VW: giusta punizione di una ipocrisia (Giuseppe Crippa)

Dotare le auto di un software che riconosce quando esse sono sottoposte ad un test imponendo quindi al motore un comportamento virtuoso mentre il motore stesso viene lasciato libero quando il test non è in corso non è un comportamento ecologico (è ovvio) ma neppure un comportamento corruttivo. Si tratta in primo luogo di un comportamento farisaico, cioè estremamente ipocrita. Sulle capacità divinatorie, sia pure tra virgolette, di Papa Francesco evocate dal titolo non mi pronuncio se non facendo notare che a volte il confine tra l’adulazione e la presa in giro è davvero sottile.