BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ 1968, '89 e 2001, le tre "logiche" rottamate da Francesco

Pubblicazione:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

3. Infine il Papa argentino ha mandato pure in soffitta la logica "del 2001", quella per cui l'Occidente veniva a coincidere con la cristianità. Le radici cristiane dell'Europa — tanto care a Wojtyla e a Ratzinger — hanno portato allo sviluppo della più grande civiltà laica del pianeta, dove la cittadinanza e la fede si vivono non attraverso il potere, bensì mediante la libertà religiosa espressa dalla possibilità dell'obiezione di coscienza, vero baluardo per Bergoglio dello Stato di diritto e dovere ineludibile di ogni legislatore, al punto da difendere senza esitazione le suorine che negli Usa si oppongono alla legislazione sanitaria dell'amministrazione obamiana e a ventilare analoghe posizioni su tutti gli altri temi suscettibili di una valutazione della coscienza libera dai dettami dello Stato e della comunità civile.

È in questo quadro di "triplice archiviazione" che vanno dunque lette le parole eloquenti pronunciate in conferenza stampa sul matrimonio e sul prossimo Sinodo: una preoccupazione educativa alimenta gli sforzi di Bergoglio, affinchè l'uomo impari ad obbedire e ad essere fedele alla realtà e la Chiesa lo aiuti a discernere ciò che è reale da ciò che è fittizio, maturando decisioni stabili e definitive, soprattutto in merito all'unione matrimoniale. Anche qui il Papa è apparso più preoccupato di iniziare un "processo di conversione" che di "risolvere un problema" riducendo un po' all'area del ridicolo tutti coloro che profetizzano un Sinodo pieno di sventure o addirittura apostata. È un cambio di mentalità quello cui chiama il Papa, è l'esame di maturità della Chiesa. Al bivio tra un'obbedienza effettiva e affettiva a Pietro (perché lo scisma — è bene ricordarlo — in qualunque realtà lo fa chi se ne va, non chi resta) e una ribellione adolescenziale fatta da reduci di guerra che sentono più forte l'amore per le armi che il fascino per il cambiamento. E pensano che, tutto sommato, quello che ha parlato ieri in alta quota fosse nulla più che una specie di usurpatore salito su un aereo ad azzardare giudizi temerari non richiesti. Proprio quello che, invece, mezza Italia pensa oggi del sindaco Marino.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/09/2015 - "Utrum oboediendum sit conscientiae vel praelato" (Giuseppe Crippa)

Caro don Pichetto, trovo anch’io questo suo articolo davvero interessante ma le dico francamente che trovo sprezzante la definizione di reduci di guerra pronti ad una ribellione adolescenziale contro un usurpatore che Lei assegna a quanti attendono con preoccupazione il prossimo Sinodo. Vedrà che la stupiranno con un’obbedienza effettiva (cosa sia un’obbedienza affettiva non saprei) innanzi tutto alla propria coscienza.

 
29/09/2015 - Una "nuova" cultura planetaria? Mah... (Claudio Franchi)

Articolo interessante e indubbiamente stimolante, ma che mi lascia alquanto perplesso in un passaggio, dove si preconizza un futuro in cui le lobbies (concetto un po' vago per indicare, credo, interessi di parte disposti a tutto per garantire i propri illeciti privilegi) possano cedere ad una cultura planetaria che per l'85% sarebbe "profondamente radicata in una visione religiosa del mondo e delle cose". Il problema, mi pare, è che la "visione religiosa" da sola non garantisce affatto una concordanza universale su cosa sia il bene comune dell'umanità, e ne fanno tristemente fede le attuali esplosioni di integralismi religiosi violenti ed intolleranti: da un certo Islam tutt'altro che minoritario, a quell'integralismo indù estremamente aggressivo verso la presenza cristiana, senza escludere lo stesso buddismo, non esente da pesanti manifestazioni di insofferenza verso minoranze mussulmane in alcuni Paesi asiatici (senza voler dimenticare che il passato della Cristianità non è stato di sicuro immune da certe contraddizioni...). Dico questo non per contrapporre una specie di "ecumenicità laica" del tutto risibile in quanto priva di fondamenti minimamente credibili, ma per evitare di mettersi a sognare "magnifiche sorti e progressive" su basi religiose: la Storia è certamente in mano al buon Dio e al suo Disegno, e quanto sta mostrando papa Francesco ne è un segno clamoroso e commovente, ma sul "come" e il "quando", per favore, andiamoci piano...