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LETTURE/ Così Tolkien e Bettelheim "smontano" le fiabe politically correct

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John R.R. Tolkien (189-1973) (Immagine dal web)  John R.R. Tolkien (189-1973) (Immagine dal web)

Qui il discorso si fa particolarmente interessante, per cui riporto le parole dell'autore: "L'educazione sessuale moderna [siamo nel 1976, ma tant'è] vorrebbe insegnare che il sesso è normale, gradevole, persino molto bello, oltre che necessario per l'umana sopravvivenza. Ma, non avendo capito quanto esso possa risultare disgustoso agli occhi del bambino, non riesce a essere per lui convincente. La fiaba, invece, concordando con il bambino sul fatto che il ranocchio […] sia disgustoso, ottiene la fiducia del bambino, creando in lui la convinzione che, come dice la fiaba, a suo tempo quel ranocchio repellente si rivelerà il migliore e più affascinante compagno di vita. E il messaggio passa senza alcun riferimento sessuale diretto". Vengono in mente le miriadi di tristissimi manuali "tecnici" moderni "pensati" per i bambini delle elementari, con (giuro, li ho visti) sorridenti orsetti che si infilano il preservativo.

Chiude l'analisi La bella e la bestia. Perché, ci dice l'autore, "Come genitore, ho preferito terminare con una fiaba che dice che anche l'amore dei genitori per i figli è antico quanto l'uomo, come del resto quello dei figli per i genitori. […] Comunque sia nella vita reale, il bambino [...] giunge a immaginare e a credere che per amor suo i genitori siano disposti a rischiare la vita, per portartgli il dono che egli desidera maggiormente. A sua volta, quel bambino sarà convinto di meritare tanta devozione, perché anche a lui piacerebbe rischiare la vita per amore dei genitori. Così, crescendo, riuscirà a portare pace e felicità anche a chi è tanto gravemente afflitto da essere simile a una bestia". Chiusura in bellezza, direi.



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COMMENTI
09/09/2015 - Per Luca Ribolini (Giuseppe Crippa)

Credo che questo bell’articolo sia collegato ad un altro pubblicato a fine luglio. E’ agevolmente raggiungibile cliccando sul nome dell’autrice e, nella pagina successiva, sulla voce “I suoi articoli”. Buona serata!

 
09/09/2015 - Note (Luca Ribolini)

Buongiorno, mi permetto una nota e una domanda. La prima è riferita a Bettelheim: credo sia corretto definirlo austro-americano di origine ebraica. La domanda: l'incipit sembra ricondurre a un discorso già avviato: è così? Grazie e buona giornata.