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MARIA MADRE DI DIO/ Da Efrem a Péguy, in un donna il segreto dell'incarnazione

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Filippo Lippi, Madonna di Palazzo Medici-Riccardi (1466-69)  Filippo Lippi, Madonna di Palazzo Medici-Riccardi (1466-69)

Giornata mondiale della Pace e insieme festa di Maria, Madre di Dio. 

Regina pacis la invocano le litanie. 

E così il pensiero va ai tanti luoghi di guerra lacerati dalla violenza e dal dolore, alle preghiere non dette, a quelle fatte ogni giorno dalla Chiesa per ottenere il dono della pace.

Il Papa apre oggi la porta santa di Santa Maria Maggiore, costruita all'indomani del concilio di Efeso, che definì la Madonna Madre di Dio.

Dalla Siria, da una delle terre in cui è più cruenta la guerra, più misera la condizione degli uomini, giunge la poesia di un antico scrittore del quarto secolo, Efrem; anch'egli patì la condizione del rifugiato, quando la sua città cadde in mano ai persiani e in massa gli abitanti cercarono riparo nel territorio dell'impero romano.

Suona le tue melodie, mia cetra,
in onore di Maria vergine.
Esalta e canta la storia,
piena di meraviglia,
della Vergine figlia di David
che ha generato la Vita per il mondo.
Chiunque ama, stupirà di lei,
ma chi investiga, resterà silenzioso,
perché noi non possiamo scrutare la Madre
che ha generato nella sua verginità:
la sua vicenda è troppo grande per essere spiegata.

La lode di Maria è solo l'introduzione al grande mistero di Cristo: a lui Efrem Siro si rivolge in un inno che lega la vicenda umana di Maria a quella del piccolo Gesù:

Se ti ha nutrito,
è perché ti sei fatto affamato. Se ti ha dato da bere,
è perché tu hai voluto provare la sete.
Tua madre è un prodigio: il Signore è entrato in lei
e si è fatto servo; egli è entrato che sapeva parlare
e in lei si è fatto muto; è entrato in lei tonante
e la sua voce si è fatta silenzio.
Il Creatore di tutte le cose è entrato ricco
ed è uscito povero; è entrato in lei grande,
ed è uscito umile; nudo e scoperto
uscì, colui che veste ogni cosa.



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