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ARTE/ I mosaici della Rus' di Kiev, "qui Dio dimora con gli uomini"

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Mosaico di Maria nella Chiesa di Santa Sofia a Kiev (Foto dal web)  Mosaico di Maria nella Chiesa di Santa Sofia a Kiev (Foto dal web)

Il calendario riporta immagini dei mosaici delle chiese di Santa Sofia e di San Michele dal tetto d'oro. La cattedrale di Santa Sofia è stato il primo sito ucraino ad essere inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'Unesco. 

Il suo modello fu la cattedrale di Santa Sofia di Novgorod, con le sue 13 cupole di quercia, che Jaroslav I decise di imitare in segno di gratitudine verso i cittadini di Novgorod che lo avevano aiutato ad assicurarsi il trono di Kiev nel 1019. 

Dopo la rivoluzione russa del 1917, e durante la campagna antireligiosa sovietica del 1920, il governo decise la distruzione della cattedrale e la trasformazione delle fondazioni in un parco dedicato agli "eroi di Perekop". La cattedrale venne salvata dalla distruzione grazie agli sforzi di molti scienziati e storici. Nonostante questo, le autorità sovietiche confiscarono la chiesa e le vicine strutture trasformandole in un museo della cristianità ucraina.

Il calendario è una splendida testimonianza di questa storia e della fede che dentro questa storia ha aiutato gli uomini ad attraversare periodi burrascosi e vicende umane difficili in cui il sacro si accompagnava con la bellezza e la bellezza rimandava sempre ad un significato del sacro, compagno degli uomini e mai alibi per evadere i temi della vita quotidiana. E' quanto con più splendore e altrettanta attenzione alla vita umana testimoniano i mosaici della cattedrale di Monreale.

La lettura delle tante schede presenti nel calendario aiutano a comprendere quanto sia folle oggi l'idea di una guerra tra due popoli accomunati da così tanti elementi di contatto e figli della stessa origine cristiana.

C'è una famosa frase di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a Cinisi il 9 maggio del 1978, che dice: "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. … per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore".

Il calendario di Russia Cristiana di quest'anno può aiutare ad apprezzare e quindi ad insegnare la bellezza, purché, come ha detto l'arcivescovo di Monreale nella sua intervista del 1° gennaio, si abbiano occhi buoni per scoprirla.



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