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LETTURE/ Chi conta i nostri capelli conosce anche i nostri sogni

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Julián Mariano Escrivá de Balaguer (1902-1975) (Foto dal web)  Julián Mariano Escrivá de Balaguer (1902-1975) (Foto dal web)

Alcune volte la parola "vocazione" fa storcere il naso. Sa di "obbligo", di "peso", di "sforzo". È parola fredda. Nel suo percorso, Leonardi ci aiuta a capire invece che il "sogno di Dio" sull'uomo è un sogno di un amore singolarissimo. È fiamma e slancio, è vento di libertà con ali di speranza. Anche se qualche volta bisogna ingaggiare un "corpo a corpo" con il buio. Al patriarca Giuseppe tocca resistere alle tentazioni della spudorata moglie di Putifar, al Giuseppe dei Vangeli passare per l'iniziale incomprensione della maternità di Maria, a Josemaría Escrivá passare per i dubbi di chi non capì lo spirito e l'apostolato dell'Opus Dei, l'istituzione da lui fondata il 2 ottobre 1928.

Ma dopo il buio risplende sempre il volto paterno di Dio. Per capirci, ecco uno dei momenti più "caldi" e "paterni" del libro, la descrizione di come il sogno divino s'intreccia con quello di ogni uomo: "I sogni sono dentro la nostra vita, anche se è vero che è quella parte della nostra vita che non sta nei nostri smartphone e nei nostri computer, nelle nostre borse o tasche. Però non possiamo dire che per questo motivo siano meno reali. Se i nostri sogni sono reali, se nascono da noi, se sono nostri, allora sono di Dio. Allora c'è Dio. Perché Dio, se conta i nostri capelli, a maggior ragione conta i nostri sogni. Per lui siamo importanti. Per lui siamo tutto… Io sono il sogno di Dio. La mia vita non è la realizzazione del progetto di Dio su di me, bensì la storia di amore di Dio con me…". 

A rendere particolarmente originale il percorso di Leonardi c'è lo studio di tre film molto legati al tema onirico: TitanicBiancaneve, A Beatiful Mind (che meraviglia le pagine dedicate alla moglie di John Nash interpretata dalla splendida Jennifer Connelly).

C'è davvero molto da meditare, anzi, c'è materiale fecondo per tornare a "sognare".



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