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LETTURE/ Marlowe e i desideri "impossibili" di Faustus

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Così si scatenarono gli animi: se avesse avuto tempo, Faustus avrebbe potuto pentirsi e salvarsi? Viene trascinato all'inferno perché predestinato dal patto col diavolo o perché ha perseverato nel male? Cristo si è immolato per tutti o solo per alcuni? Essendo il pubblico dei teatri popolari un coacervo di gente dalle idee più diverse, ciascuno avrebbe potuto leggere nell'opera quanto preferiva, mentre l'autore applaudiva se stesso per aver sollevato un simile polverone.

Ma può darsi che l'appello accorato per la salvezza di Faustus nasconda un coinvolgimento più personale, seppur più immanente. In fondo, anche Marlowe aveva giurato fedeltà a qualcuno che si era ormai irrevocabilmente impossessato di lui e che mai più lo avrebbe lasciato libero. Agente governativo, fu ucciso a ventinove anni in quella che parve una rissa e che fu invece con ogni probabilità un'esecuzione sommaria. Ai tempi del Faustus si era forse già pentito di aver sottoscritto un patto con il mefistofelico capo dei servizi segreti? Una libera scelta che, se non della salvezza eterna, certo lo privò di un futuro letterario grandioso. 



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