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SPILLO / Dylan e Fo, Caprotti e Letizia Moratti: quelle polemiche fra Nobel e Ambrogini

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Dario Fo (1926-2016) Nobel per la Letteratura 1997 (LaPresse)  Dario Fo (1926-2016) Nobel per la Letteratura 1997 (LaPresse)

Moratti è il sindaco che ha inventato e poi costruito la candidatura della sua città all'Expo 2015: progetto di successo prima, durante e dopo (non come le Olimpiadi 2024 a Roma); tanto che il premier Matteo Renzi addita a ripetizione i sei mesi sulla piattaforma di Rho come modello dellla sua Terza Repubblica. Ma la sinistra che vuole la Moratti damnata nella memoria milanese è' la stessa - con l'eccezione di Pierluigi Bersani - che ha sempre combattuto e negato Bernardo Caprotti: riguardo il quale Sala promette adesso di ragionare su un Ambrogino alla memoria, ma fra mille "se".

Il patron di Esselunga aveva nelle vene il sangue milanese di un boom rigorosamente democratico. Lo stesso sangue di due Nobel meneghini di quegli anni: il poeta Salvatore Quasimodo, il siciliano che per una vita insegnò italiano al Conservatorio;  e il chimico Giulio Natta, quello che al Politecnico aveva inventato ilmoplen. Non la bomba atomica ma la plastica utile a tutti ogni giorno.

La sinistra che rivendica ossessivamente il proprio primato politico-morale è invece quella che non trova ancora il coraggio di re-includere nella memoria ambrosiana (nazionale) Bettino Craxi: primo premier espresso dalla sinistra democratica nell'Italia repubblicana, tuttora sepolto fuori d'Italia. 

(Alla fine degli anni 50 del secolo scorso, l'Accademia delle scienze di Stoccolma chiese al governo sovietico di rivelare chi aveva progettato lo Sputnik: gli sarebbe stato assegnato il Nobel per la fisica quasi per acclamazione. Mosca non fece mai il nome di Sergej Korolev - l'Ingegnere Capo - finché fu in vita. Era uno scienziato ebreo, allievo di Roberto di Bartini, italiano di Fiume. Le purghe staliniane degli anni 30 avevano spedito Korolev nel gulag della Kolyma. Fu semi-liberato per dare la polvere agli Usa nella corsa allo spazio: primo satellite artificiale, primo volo umano in orbita, primo navicella a tre posti, prima passaggiata extra-veicolare, primo allunaggio artificiale. Dicono che se Korolev non fosse morto giovane, il primo uomo sulla Luna sarebbe stato un russo, non un americano.

Neil Armstrong nel 1969 era un cittadino americano ma sulla Luna sbarco' con un passaporto per buona parte tedesco. Il padre del progetto Apollo fu Werner von Braun: sognava l'uomo sulla Luna fin da quando, poco più che ventenne, sperimentava i primi razzi in Germania. La Germania nazista. I primi missili di von Braun trasportavano le testate V2 che colpirono Londra alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Anche von Braun, naturalmente, visse all'inizio negli Usa come quasi-paria e non fu mai candidato al Nobel.

Pochi giorni fa il presidente americano Barack Obama, sintesi di ogni politically correct, ha annunciato che l'uomo - americano - sarà su Marte entro il 2030. Ma se accadrà veramente sarà merito di Korolev e von Braun: i due pionieri - diversamente "impresentabili" - del volo spaziale.

Attenzione a trasformare certi premi in misteri buffi o in tragicommedie.

Attenzione, a Milano, a confondere l'Ambrogino d'Oro con lo Zecchino d'oro.

Attenzione, in Italia, a continuare nominare senatori a vita i Gianni Agnelli e non gli Enzo Ferrari. Solo perché hanno marciato - magari più veloci di tutti - sulle corsie vietate dalle ideologie del secolo scorso.



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COMMENTI
17/10/2016 - Precisazioni (Giuseppe Crippa)

Solo due cosucce da precisare in un articolo per il resto ineccepibile e molto bello: il cardinal Tettamanzi non è milanese ma brianzolo (di Renate per la precisione) e non è possibile confondere l’Ambrogino con lo Zecchino d’Oro che è una manifestazione molto più seria perché la giuria, composta da bambini, è più corretta e meno influenzabile dell’Ufficio di presidenza del consiglio comunale di Milano e del sindaco, che ha diritto di veto.