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LETTURE/ Baricco e il vecchio vizio dell'intellettuale di sinistra

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Alessandro Baricco (LaPresse)  Alessandro Baricco (LaPresse)

Oppure dell'articolo sulla morte e i funerali di Giovanni Paolo II la cui eccessiva esposizione mediatica ha "stancato" Baricco e tanti suoi amici, ed è come se quella stanchezza fosse di tutti. Baricco arriva a sottintendere che i milioni di fedeli che si sono recati alla veglia funebre e al funerale del papa l'abbiano fatto spinti dalla pubblicità televisiva data all'evento. Questa è una sciocchezza, anche un po' offensiva. Ma chi ha poi stancato la notizia? I suoi, quelli di Baricco, che sappiamo chi sono perché l'autore stesso ce lo dice più di una volta: la sinistra, "la mia parte" ripete. 

Insomma Baricco assomiglia un po' troppo a quegli scrittori di corte, dei secoli andati, Ariosto, Tasso tra i migliori, i quali, non avendo altro pubblico, sviolinavano il signore di turno perché li mantenesse (per non perdere il privilegio di essere invitati da Fazio, si direbbe oggi, il motore di vendita di libri più potente d'Italia). E quando Baricco osa qualche concetto controcorrente, non particolarmente rivoluzionario in verità, sull'uso dei fondi pubblici, ammette: "La cautela strategica ha ucciso fin troppe idee, nella sinistra, in questi anni. Abbiamo idee, soluzioni, visioni, ma non è mai il giorno giusto per dirle a voce alta" ("Il teatro del fondi pubblici 2"). È un vizio atavico dell'intellettuale di sinistra: pensare che i problemi interni siano affari di tutt'Italia. Invece può anche esserci qualcuno, tipo il sottoscritto, che di fronte a questo dibattito interno alla sinistra, al Pci, al Pd o a come diavolo si sono chiamati negli anni, sciorinato su giornali sedicenti indipendenti (tipo Repubblica) reagisca con un "e a me cosa importa?" (versione educata). Delle convulsioni della sinistra proprio nulla; delle sue divisioni interne non appena va al potere, come accade in queste settimane, e di cui ammorbano il dibattito politico italiano, neppure. 

E allora perché il Baricco ce ne parla? Mistero. Sospetto. Questo mettere le mani avanti col classico "io sono di sinistra" non appena si abbozza un pensiero minimamente divergente potrebbe rivelare che tutta la sbandierata libertà di idee e visioni e soluzioni nella sinistra italiana non sia affatto scontata…

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