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PAPA/ Dalla Germania, i luterani: "è un conservatore", ma "fa sperare tutti i cristiani"

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Lucas Cranach, Martin Luther (1528)  Lucas Cranach, Martin Luther (1528)

La Parola non risolve tutti i problemi, alcune domande rimangono aperte: pur essendo il primo atteggiamento di un cristiano quello di essere un operatore di pace, è possibile sempre — questa la domanda di Haska — rinunciare ad una violenza di difesa, se per esempio si viene messi a confronto con posizioni così ingiuste come quella russa in Ucraina? La Parola non risolve tutti i problemi secondo Haska, ma è e rimane la Parola che vincola l'uomo ad un agire secondo la volontà di Dio. 

La musica, curata in modo particolare nella Chiesa luterana, fino alle massime vette di J.S. Bach, è — anche nelle sue dimensioni popolari — una dimensione essenziale del lavoro pastorale dei miei interlocutori. 

"Musica è un bene quando raggiunge e tocca il cuore degli uomini" (Plötner-Walter); "Molti contenuti della fede li posso comprendere solo attraverso la musica" (Herrig); "Un servizio della Parola senza musica non è pensabile" (Schmudde).

L'atteggiamento ecumenico viene visto da tutti quattro come una dimensione ovvia e necessaria. 

"Alle volte dico che i cattolici sono i miei parrocchiani migliori" dice Plötner-Walter, aggiungendo che senza di essi un lavoro con i profughi non sarebbe possibile. Herrig parla dell'importanza di una "diversità riconciliata", intendendo che bisogna rimanere in un dialogo aperto e conciliante pur senza tacere che vi sono grandi differenze tra le Chiese che non possono essere superate dalla volontà degli uomini. Nella situazione attuale, afferma con decisione Schmudde, ci sono due tendenze. Una, di fronte ai cambiamenti strutturali della Chiesa cattolica, afferma: "è possibile essere Chiesa solo insieme. L'altra dice: dobbiamo mostrare il nostro profilo. Voglio fare tutto ciò che mi è possibile per rafforzare la nostra posizione".

Sull'importanza della missione per la Chiesa, la posizione di Plötner-Walter si potrebbe riassumere con questa formula: missione sì, proselitismo no. Per Schmudde "missione" è "confessione della propria fede". 

Dalle vite e dalla missione di questi parroci luterani si respira ciò che Plötner-Walter chiama la "gratitudine per la buona creazione di Dio, per la mia vita, per ogni giorno, per gli uomini che mi circondano, per le piccole cose".  

Sull'accoglienza dei profughi le posizioni dei pastori sono alquanto diverse. Da un assoluto sì senza riserve di Plötner-Walter, perché "ci arricchiscono: ci rendono meno provinciali, soccorrono al calo demografico, abbassano l'eta media in Germania, ci rendono più flessibili nel nostro atteggiamento culturale ed infine portano una varietà culinaria", al giudizio positivo di Ralf Haska: sono una "sfida" e non principalmente un "pericolo", ed è strano che proprio persone come i cittadini dei nuovi Länder, che sono stati quasi tutti profughi dopo la seconda guerra mondiale — nota Haska — non abbiano un senso per l'accoglienza di persone che soffrono e che lasciano la loro patria perché non è più possibile viverci. Si riferisce anche al 24% di voti che ha ottenuto Alternative für Deutschland in Germania.



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COMMENTI
21/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Francesco è stato eletto per fare la special guest e ci riesce benissimo. Chi tira le fila della chiesa sono dei cardinali che non credono più.