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PAPA/ Dalla Germania, i luterani: "è un conservatore", ma "fa sperare tutti i cristiani"

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Lucas Cranach, Martin Luther (1528)  Lucas Cranach, Martin Luther (1528)

LIPSIA — Papa Francesco andrà in Svezia il prossimo 31 ottobre: prenderà parte ad una cerimonia congiunta in programma a Lund fra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, per commemorare l'inizio del 500esimo anniversario della Riforma, che cadrà il 31 ottobre 2017, giorno in cui secondo la tradizione Lutero avrebbe appeso le sue tesi nella Schlosskirche, in cui oggi è sepolto a Wittenberg.

Nel mondo luterano sono in preparazione da tempo festeggiamenti e periodi di studio che dureranno tutto l'anno per ricordare l'evento. Papa Francesco conosce ovviamente le differenze che "tuttora permangono nella dottrina e nella prassi", ma va in Svezia per spronare "a proseguire insieme il cammino verso una sempre maggiore unità, anche superando vecchie concezioni e reticenze": così si è espresso all'inizio della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest'anno. 

Ma come agiscono e cosa pensano i figli spirituali di Martin Lutero? Quattro pastori hanno risposto ad alcune mie domande, in occasione del 500esimo anniversario della Riforma. Si tratta di Roland Herrig, pastore nelle Canarias; Peter Michael Schmudde e Bettina Plötner-Walter, pastori in Sassonia-Anhalt e Ralf Haska, pastore in Baviera, dopo essere stato alcuni anni a Kiev. 

Un grande entusiasmo per la Parola di Dio, come fonte di libertà e speranza per l'uomo, traspare dalle risposte che mi hanno dato tutti gli interlocutori. 

"La cosa più importante per me è che io in tutto ciò che faccio possa trovare il legame con Colui che cerco in tutte le mie azioni e che mi vuole qui e come sono, anche con i limiti di ciò che posso fare" — dice Schmudde, che per questo in un parroco ritiene fondamentale la preghiera. Herrig aggiunge: "non voglio fare qualcosa con gli uomini" che mi sono affidati. Voglio operare con le parole. (…) In questo senso sono un lavoratore della Parola, e il meglio che mi possa capitare è di essere uno strumento del lavoro che Dio fa con la sua Parola". Cosa ciò significa lo si può vedere nella conferenza sulla sua esperienza in Ucraina che Haska ha tenuto al sinodo della Chiesa luterana del Nord nel giugno di quest'anno. In questa sede Haska ha cercato di rendere conto delle motivazioni bibliche del suo lavoro in Santa Caterina, la Chiesa evangelica luterana di Kiev, che si trova a a brevissima distanza dalla famosa piazza del Majdan in cui si è svolta quella che il pastore chiama la "rivoluzione della dignità". La Parola di Dio è ciò che permette di orientarsi nell'atteggiamento incostante e volubile degli uomini e ha permesso a tutte le Chiese a Kiev di essere "operatrici di pace" in una situazione del tutto esplosiva.  



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COMMENTI
21/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Francesco è stato eletto per fare la special guest e ci riesce benissimo. Chi tira le fila della chiesa sono dei cardinali che non credono più.