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IL CASO/ Perché il "segreto" di Caravaggio costa così caro a James Bradburne?

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Caravaggio, Giuditta che taglia la testa a Oloferne, particolare (1598-99) (Roma, Palazzo Barberini)  Caravaggio, Giuditta che taglia la testa a Oloferne, particolare (1598-99) (Roma, Palazzo Barberini)

Ma cosa ci sta a fare un comitato scientifico se non viene interpellato su decisioni di tale delicatezza, tanto più che Bradburne non è storico dell'arte ma ha cultura manageriale? Agosti e Irace hanno fatto sapere immediatamente di non essere d'accordo, anche perché il quadro è in vendita e quindi la sua esposizione a Brera con la dicitura "Caravaggio" senza punto interrogativo, ne avrebbe aumentato di molto il valore. Non a caso Torquin ha imposto un valore assicurativo di ben 120 milioni di euro. 

Per cercare di mediare Bradburne ha proposta una soluzione in cui invece del punto interrogativo a fianco del nome nella didascalia ci fosse un asterisco che rimandava ad una nota della direzione della pinacoteca in cui si spiegava che questa era una condizione imposta dal prestatore e che non significava che il museo facesse propria quella attribuzione. Un'ammissione che ha reso ancor più grave la situazione, in quanto ha reso esplicito il "ricatto". Agosti (che è lo storico dell'arte del gruppo) a quel punto ha ritenuto di non poter avvallare un'operazione di questo tipo e ha così dato le dimissioni, che hanno dato al fatto un'eco clamorosa. 

Eppure la strada da seguire era semplice: fare dell'esposizione del quadro un laboratorio per mettere al lavoro gli storici dall'arte e confrontare le varie ipotesi. Ma il senso di ogni laboratorio è che si arrivi al risultato (sempre che ci si arrivi...) alla fine e non prima di cominciare. 

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