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PAPA/ Se Lutero va d'accordo con Francesco (e Ratzinger)

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

Per quanto riguarda il cristianesimo romano, Brague riassume così il suo pensiero: per lui non è "romana" un'idea di ordine sociale ed ecclesiale che temperi il "movimento cristiano originariamente rivoluzionario". Cosa è in gioco allora con il pensiero della "romanità"? Risponde: "il cristianesimo unisce il divino e l'umano dove è facile distinguerli; distingue il divino e l'umano laddove è facile unirli". Quanto alla prima proposizione, essa si spiega facilmente con il vangelo di Giovanni: il Verbo si è fatto carne. Quanto alla seconda, quella che opera la distinzione, essa significa che dall'incarnazione non consegue affatto una "teologia politica", ma per l'appunto una distinzione tra politica e religione: date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio (Mt. 22,21). 

Nel fenomeno luterano il francese Brague vede una "deriva" (in contrasto con la distinzione di cui sopra), ma essa non è tipica del mondo riformato, in quanto essa accade anche nel mondo cattolico: "le autorità politiche possono a volta sottomettere le Chiese nazionali". Per esempio laddove come in Germania queste ultime — come ha accennato Benedetto XVI nelle sue "Ultime conversazioni" — sono, in virtù di un concordato difficile da giustificare a livello teologico, troppo legate al potere statale e quindi a volte dipendenti dalle sue esigenze. Fin qui ho seguito abbastanza da vicino il pensatore francese. Ora procedo da solo, rinviando agli interventi di papa Benedetto XVI a Erfurt nel suo viaggio Germania (2011) e alla Dichiarazione congiunta tra luterani e cattolici sulla dottrina della giustificazione del 1999, riflettendo su ciò che io vedo essere la missione ecclesiale di Lutero: la memoria di un Dio misericordioso, che agisce per "sola gratia". Ancor più del "sola scriptura", che corre il rischio di ridurre in "lettera" l'avvenimento cristiano il quale annuncia l'Uomo-Dio Gesù come Logos (Verbum, Parola) e non come una sola parola. Vedo questo pericolo laddove la Sacra Scrittura viene letta in modo solo "letterale" in certi ambiti delle chiese libere evangeliche, che sospettano la tradizione e il ministero ecclesiale di tradire il detto originale della Bibbia (a riguardo dei sacramenti o del ruolo di Maria, eccetera). D'altro canto, quando la Sacra Scrittura viene meditata ecclesialmente e personalmente, trova nel lavoro di traduzione in tedesco fatto da Lutero un ottimo aiuto per crescere sempre di più in dialogo con la Parola di Dio, come ha sottolineato il papa nell'intervista citata. Rimane però il fatto che  il "sola gratia" è per così dire l'espressione teologica più genuina della "secondarietà" o "romanità": l'uomo è e rimane in questo spirito della secondarietà nei confronti dell'agire di Dio: solo il Suo agire viene prima — "primerea", direbbe papa Francesco.  



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COMMENTI
31/10/2016 - Martin Lutero (lucia corucci)

Il Papa,cari miei, è sempre un passo avanti. Vi sono aspetti interessanti nella riforma di Lutero. Ma ancora più interessante è lui,monaco agostiniano incline alla penitenza,ultimo dei medievali e primo dei moderni. Niente paura ,non sono protestante e nemmeno vorrei esserlo..desidero la felicità e non la tristezza ! Il Papa ha preso in parola San Paolo :omnia probate,bonum tenete .

 
30/10/2016 - Lutero rifiuta la grazia esaltandola (Massimo Zamarion)

Il "sola gratia" in senso cattolico va inteso come presupposto necessario alla salvezza. Per rispondere all'eresia pelagiana la Chiesa Cattolica ribadisce che da sé l'uomo non può nulla. Ma al "sola gratia" l'uomo deve rispondere con le opere che sono il segno manifesto della fede e dell'accettazione della grazia. Una fede senza opere non esiste: è un rifiuto della grazia, è un rifiuto di Dio. La concezione totalizzante della grazia di Lutero, che annulla il libero arbitrio, costituisce in realtà un rifiuto della grazia e di Dio.

 
30/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Un papa e una chiesa prostrata come un verme. Una papolatria incredibile.