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PAPA/ Se Lutero va d'accordo con Francesco (e Ratzinger)

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

Lutero, poi, nella sua vita ha detto cose — per esempio in riferimento ai contadini tedeschi in rivolta sotto la guida di Thomas Münzer, o agli ebrei — realmente scandalose, non "romane", perché troppo strettamente legate ad una certa politica di potere e giustificatorie così del potere regionale dei principi tedeschi o — nel caso delle critiche agli ebrei —semplicemente espressione di un giudizio partigiano. Le sue esternazioni così aspre contro il papa di allora andrebbero piuttosto comprese sotto il segno di un amore "romano" ferito. Un papa come Benedetto XVI o papa Francesco avrebbero evitato lo scisma? Domanda storicamente improponibile, ma teologicamente spontanea nell'osservatore attento di oggi; ebbene, alla luce del primato della grazia, per il modo in cui essi ne parlano, possiamo certamente dire di sì, perché il cuore della missione evangelica (si badi, non ancora "protestante"!) di Martin Luther è assolutamente romano. La conferma viene dal fatto che Roma e suoi santi — per citarne una, Teresa di Lisieux — non hanno avuto nessuna difficoltà a recepire il "sola gratia", che in San Paolo, essendo "parola di Dio", ha origine biblica, mentre in Agostino trova un'espressione letteraria e teologica all'altezza dei classici latini e in primo luogo di Cicerone. 

Ferdinand Ulrich, il pensatore forse più romano del mondo tedesco, con la sua riflessione ontologica sull'essere-come-dono, permette di approfondire il lato antropologico della "secondarietà": l'essere stesso (e in esso, l'uomo) è immagine di quel Dio misericordioso che Lutero ha voluto, con uno squillo di tromba, annunciare. Vale la pena di osservare che senza il rinvio a questa dimensione ontologica, l'annuncio della misericordia potrebbe essere anche scambiato con una forma di sentimentalismo religioso (la "svista" che molti cattolici oggi commettono). Ma l'autentico pensiero cattolico (come quello di Guardini e Giussani) tutto questo lo sa e non avrebbe alcuna difficoltà a vedere in Wittenberg, ancora una volta, un'esperienza di fede autenticamente "romana", perché in dialogo non con l'uomo come dovrebbe essere, ma con l'uomo così come è, nella situazione in cui si trova. Questo dialogo non genera "confusione", come dice Gayer nella Faz, ma il desiderio di "avvicinarmi di più ai mie fratelli e alle mie sorelle… perché la distanza ci fa ammalare" (Papa Francesco alla Civiltà Cattolica).

 

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COMMENTI
31/10/2016 - Martin Lutero (lucia corucci)

Il Papa,cari miei, è sempre un passo avanti. Vi sono aspetti interessanti nella riforma di Lutero. Ma ancora più interessante è lui,monaco agostiniano incline alla penitenza,ultimo dei medievali e primo dei moderni. Niente paura ,non sono protestante e nemmeno vorrei esserlo..desidero la felicità e non la tristezza ! Il Papa ha preso in parola San Paolo :omnia probate,bonum tenete .

 
30/10/2016 - Lutero rifiuta la grazia esaltandola (Massimo Zamarion)

Il "sola gratia" in senso cattolico va inteso come presupposto necessario alla salvezza. Per rispondere all'eresia pelagiana la Chiesa Cattolica ribadisce che da sé l'uomo non può nulla. Ma al "sola gratia" l'uomo deve rispondere con le opere che sono il segno manifesto della fede e dell'accettazione della grazia. Una fede senza opere non esiste: è un rifiuto della grazia, è un rifiuto di Dio. La concezione totalizzante della grazia di Lutero, che annulla il libero arbitrio, costituisce in realtà un rifiuto della grazia e di Dio.

 
30/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Un papa e una chiesa prostrata come un verme. Una papolatria incredibile.