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LETTURE/ Diventare imprenditore a 75 anni: "i Brambilla sono degli eroi"

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Pompeo Locatelli (Foto dal web)  Pompeo Locatelli (Foto dal web)

L'Italia non è un paese per favole a lieto fine. Tutto concorre a piegare l'entusiasmo dei piccoli imprenditori. Ne incontro parecchi per vicende professionali e le storie che mi comunicano hanno il retrogusto amaro del delitto perfetto. Mi colpisce il senso di solitudine che li pervade. Si sentono abbandonati. Appunto, brutti anatroccoli. La loro, prima che un dramma economico, è una tragedia umana. Davanti allo stato di crisi profonda della propria attività imprenditoriale scatta la vergogna, il rinchiudersi in se stessi. E, in genere, il macerarsi in ufficio fino a sera tarda per trovare qualche via d'uscita che non fa che peggiorare la situazione. Da soli non se ne esce. Bisogna avere l'umiltà e il coraggio di farsi accompagnare, anche nel prendere la decisione più difficile. Altrimenti si rotola giù, i debiti si accumulano e gli strozzini sono dietro l'uscio… La realtà dice che con le banche, impegnate da tempo a non fare più le banche, il dialogo è interrotto da tempo. E che la loro pratica più in voga è anche quella più dolorosa: lo sportello in faccia!

 

Ma anche le banche soffrono. O no?

Certo. Ma la causa delle sofferenze è molto farina del proprio sacco. Intendiamoci, io non mi accodo al pensiero brechtiano per cui le banche rappresentano il male per definizione. Perché senza di esse finirebbe immediatamente la materia prima, cioè il denaro. Tuttavia, è necessaria una riforma strutturale del settore, direi sistemica. Non è più la stagione dei rammendi, delle toppe tattiche. Così facendo i buchi diventano voragini. A danno, soprattutto, dell'economia reale. Leggi famiglie, piccole imprese e piccoli risparmiatori. Insomma, le banche tornino a fare le banche con gli strumenti innovativi del caso. E si comportino come tutte le altre aziende senza cadere nella tentazione dei giochi di prestigio per presentare numeri che non corrispondono alla realtà. Urge trasparenza. Visto che poi a pagare è sempre l'ultima ruota del carro, cioè il cittadino. E visto che i loro errori vengono di norma rubricati alla voce salvataggi, più o meno di Stato. Per il potente di turno una scialuppa si trova sempre! Chissà perché mi torna in mente la fulminante frase di Mark Twain: le banche ti prestano l'ombrello quando c'è il sole e te lo chiedono indietro quando inizia a piovigginare.

 

Lei attacca un certo pensiero assai diffuso su media per cui è naturale che molte piccole aziende chiudano i battenti per manifesta incapacità a reggere la competizione. 



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COMMENTI
31/10/2016 - Commento (francesco taddei)

Dovrebbe avere il coraggio di mettersi in gioco per cambiare ciò che non gli piace: si candidi in forza italia e contesti Berlusconi fino a prendere lui il comando del partito.