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SAN FRANCESCO/ La "beata tristezza" del giullare di Dio

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Cimabue, san Francesco (Assisi, basilica inferiore)  Cimabue, san Francesco (Assisi, basilica inferiore)

Alla seconda parte sono invece riservate dotte, aggiornate e, talvolta agguerrite disquisizioni di natura storiografica, su quasi tutti gli aspetti dell'intricata "questione francescana". Con questa struttura il libro si offre a un pubblico più vasto e, nello stesso tempo, soddisfa le esigenze degli specialisti, i quali ritrovano, capitolo per capitolo, tutti i riferimenti documentari e critici che stanno alla base delle affermazioni espresse dall'autore nella prima parte del volume.

Studioso domenicano, ben accreditato nel mondo accademico laico e internazionale, Thompson non ha bisogno di particolari e ulteriori presentazioni. Il suo amore per Francesco piacerebbe certamente anche a Dante Alighieri, che, come è noto, nel Paradiso mette in bocca l'elogio del santo assisiate a un domenicano, affidando poi quello di san Domenico a un francescano.

Fra le righe della bibliografia commentata dall'autore, si leggono alcune preferenze (come quella per lo storico italiano Raoul Manselli) e, soprattutto, una disinvolta libertà da certi schemi univoci che, pure a casa nostra, hanno opposto su due avversi fronti i sostenitori di un Francesco "sociale" opposto a un Francesco "mistico". E, così facendo, si è giunti al paradosso che intorno a un santo, messaggero di pace, si sono scatenate le guerre delle interpretazioni. 

Thompson sa districarsi molto bene in queste complesse vicende, consegnandoci un bel libro che la casa editrice Edizioni di Pagina ha con finezza intellettuale scelto e pure ben tradotto.

Un solo appunto finale, che non intacca la valutazione complessiva: non sono per nulla d'accordo con Thompson (che qui, purtroppo, segue il pur bravo Jacques Dalarun) sulla valutazione del rapporto fra Francesco e Chiara e, più in generale, tra Francesco e le donne. Vedere nel santo d'Assisi, se non una misoginia, una certa indifferenza verso il mondo femminile può forse nascere dalla comprensibile insofferenza dell'Autore verso immagini sdolcinate di zeffirelliana memoria, ma non trova riscontro nelle fonti, come spero di dimostrare in una mia imminente pubblicazione.

Intanto godiamoci questa, che, insieme all'interesse sempre vivo su Francesco d'Assisi, dimostra ancora una volta la verità di un simpatica e "liberante" osservazione di Franco Cardini: "Francesco non ha bisogno di biografi (…), i biografi hanno bisogno di Francesco", che equivale a dire: "Tutti noi abbiamo ancora bisogno di lui".



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COMMENTI
04/10/2016 - ottimo (emanuele arghenini)

grande terry,un abbraccione,ciao