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PAPA/ Francesco e quella persecuzione (religiosa) travestita da cultura

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

Al riguardo le sue considerazioni sono appena accennate ma del tutto categoriche: "l'obiezione di coscienza è un diritto ed entra in ogni diritto umano". Di conseguenza chi ne impedisce l'esercizio "nega un diritto" che deve invece avere cittadinanza "in ogni struttura giudiziaria". E nell'intervista a La Croix, alla domanda su come i cattolici "dovrebbero difendere le loro preoccupazioni in temi sociali quali l'eutanasia o il matrimonio tra persone dello stesso sesso" risponde che occorre innanzitutto "discutere, argomentare, spiegare, ragionare" a livello parlamentare perché così "cresce una società". Una volta, poi, che la legge sia stata approvata, "lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica deve essere presente l'obiezione di coscienza, perché è un diritto umano" e in quanto tale deve valere anche per i funzionari governativi dal momento che anch'essi sono persone umane. "Lo Stato deve anche rispettare le critiche. Questa è una vera laicità".

In conclusione si può osservare che nelle sue decise critiche alle degenerazioni del principio di laicità papa Francesco si colloca nel solco degli insegnamenti dei suoi predecessori, ma non senza privilegiare determinati profili con formulazioni talvolta del tutto originali. Una diversità di accenti dovuta sia alla personale sensibilità sia alle crescenti violazioni della libertà religiosa in molti Paesi. 



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