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RUSSIA/ Migranti, il dono inatteso della misericordia

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Nikolaj Berdjaev (1874-1948), dalla Russia alla Francia  Nikolaj Berdjaev (1874-1948), dalla Russia alla Francia

Quello che oggi ci appare un mondo vicino e tranquillo era tutt'altra cosa. La minaccia e la paura di cambiamenti radicali c'erano anche allora, eppure l'Europa reagì in maniera diversa: superò la paura dalla quale sono caratterizzate oggi le varie reazioni di indifferenza o di intolleranza, e seppe darsi gli strumenti adeguati per far fronte a un fenomeno che si presentava con una novità ben superiore a quella che possiamo percepire oggi.

Quella massa di profughi si presentava, ad esempio, come priva di qualsiasi documento legale, perché lo Stato dal quale venivano, l'impero russo, non esisteva più; e si inventò allora un passaporto appositamente per loro, il "passaporto Nansen": oggi sembra la cosa più banale del mondo, ma prima semplicemente non c'era e con la sua invenzione risolse un numero inimmaginabile di problemi, per i profughi russi e, per lunghi decenni, per tutti quelli che sarebbero venuti dopo di loro.

E la creatività di cui dette prova l'Europa del tempo destò, ridestò, quasi per imitazione, la creatività e le energie degli stessi profughi, come dimostrò madre Maria di Parigi che, per non lasciare senza risposta la solidarietà con la quale era stata accolta insieme ai suoi connazionali, fondò a sua volta un'associazione di assistenza ai profughi e agli emarginati, chiamandola "Azione Ortodossa", con un nome che ha un'evidente assonanza con i vari movimenti di azione cattolica che stavano allora sorgendo nel resto dell'Europa.

E ben presto i profughi di cui si occupava questa nuova associazione cessarono di essere i russi e vennero sostituiti dagli ebrei perseguitati dal nazismo; e nacque allora una nuova ondata di solidarietà e poi di santità.

Ma il movimento che aveva portato a quella santità, come alla genialità di Nansen, non era partito da una situazione tranquilla, dove tutto era privo di rischi e ogni strumento era già dato per risolvere ogni problema; il primo passo, in una situazione dove tutto era nuovo e minaccioso, era stato il guardare all'altro senza paura e come una possibilità per vivere a pieno la propria umanità.



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