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LETTURE/ Sophie Hannah, il metodo di Poirot è più sicuro del dna

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Il falso allarme sta quasi rientrando, quando, al pianoterra, ecco che Scotcher viene ucciso, e Sophie, la sua promessa sposa nonché infermiera, accusa Claudia, che si sarebbe fatta sorprendere mentre brandiva — senza guanti! — la pesante mazza con cui è stata spaccata la testa al segretario. Claudia nega, e nell'aria riecheggiano le ultime parole che la testimone afferma di aver sentito: "Avrebbe dovuto farlo Iris". Date tali premesse, come in una specie di Cluedo, ecco servito un enigma in cui dobbiamo scoprire, al di là di ogni apparenza, colpevole e movente. Le trecento e passa pagine del romanzo volano via velocemente, troppo velocemente, con i loro dialoghi à la Christie, curati e forbiti, come si conviene a personaggi di un certo livello sociale: del resto, nel giallo all'inglese, la working class non compare quasi mai, se non per brevi note di colore. Ne deriva una sorta di ron-ron rassicurante e con un che di cerimonioso, che ci ricorda le migliori prove di Poirot negli anni Trenta e Quaranta, da Tredici a Tavola a Due mesi dopo sino all'improbabile, ma fascinoso, Carte in tavola

La cassa aperta è caldamente raccomandato agli estimatori del vintage: sarebbe infatti impensabile, nei nostri tempi iper-tecnologici che hanno ormai mitizzato la prova del dna, non appurare per prima cosa a se ci siano impronte digitali sull'arma del delitto e a chi appartengano. Il romanzo di Sophie Hannah, infatti, vuole proprio contrapporre il metodo di Poirot, basato sulla strenua fiducia nell'analisi psicologica e nel lavorìo delle "celluline grigie", e la necessità delle evidenze concrete, quelle, per intenderci, in cui crede strenuamente Randall Kimpton, che spiega, per esempio, come sia proprio questa necessità ad averlo persuaso ad abbandonare, nonostante la sua grande passione per Shakespeare — e, nello specifico, per il Re Giovanni — la letteratura in favore della medicina: i letterati, secondo lui, discutono ipotesi e lavorano in base a suggestioni e convincimenti personali; i medici, invece, si affidano alle evidenze scientifiche.  

Non vi voglio togliere la sorpresa e dunque non racconto altro: concludo dicendo che, se verrete a capo dell'enigma, raccogliendo i minuscoli e quasi impercettibili indizi disseminati, proprio alla maniera di Agatha Christie, come molliche lasciate cadere da un astuto Pollicino, potrete vantarvi del titolo di "solutori esperti".

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