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LETTURE/ "Oltre il Sì e il No": fatti e idee che spiegano uno strano referendum

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Com'è naturale, poi, sono proprio la diversa considerazione, il differente peso e la specifica rilevanza attribuita anche a questi fattori extracostituzionali a determinare l'atteggiamento dei due intervistati di fronte al dubbio di fondo, che dà altresì il titolo all'intero volume: oltre il sì e il no.

Morrone è consapevole del lungo lavoro di attuazione che si imporrebbe in caso di vittoria del Sì, il quale rappresenterebbe un punto di partenza, cui dovrebbero seguire svariati atti normativi di concretizzazione. Ma l'approccio resta al fondo ottimistico, poiché il futuro del Paese dipenderà dalla concreta realizzazione di un disegno che, sia pure a linee larghe, è però a suo giudizio tracciato nella riforma costituzionale in discussione, mediante un obiettivo che si reputa chiaro.

Mangia esprime invece una idea più pessimistica, dal momento che il futuro del nostro Paese, come di altri, dipenderà in misura sempre maggiore da eventi di livello e portata tali che solo in misura limitata potranno venir condizionati dalle scelte e dalle vicende interne all'ordinamento. Con l'aggravante, nel nostro caso, di una classe dirigente di modesta qualità, ciò che concorre a spiegare i gravi difetti di una riforma che, se approvata, non farà che accelerare il grave percorso involutivo di quella stessa classe politica e, con essa, del Paese intero.

Se c'era bisogno di un rafforzativo in ordine alla delicatezza del passaggio che ci attende fra tre settimane, questo dialogo sulle riforme lo offre senz'altro, contribuendo a farci comprendere la "storicità", nel bene o nel male, del voto popolare del 4 dicembre.



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