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LETTURE/ Vuoi mettere il "piccolo mondo" di Emma Marrone contro Jacopo da Lentini?

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Emma Marrone (LaPresse)  Emma Marrone (LaPresse)

C'è un sonetto di Jacopo da Lentini, il padre di tutti i sonetti, che è vecchio quasi otto secoli, e fa ancora (sempre più) rodere d'invidia. Fin dall'attacco, in genere, viene sbrigativamente liquidato, archiviato al più fra i retaggi del bigottismo medievale:

 

Io m'aggio posto in core a Dio servire,
com'io potesse gire in paradiso,
al santo loco ch'aggio audito dire,
u' si manten sollazzo, gioco e riso.

 

Che Jacopo voglia servire Dio, può anche starci: è un uomo del Duecento, malato di fissazioni religiose. Altrettanto scontato risulta il motivo di tale servizio: il desiderio di andare in paradiso. Eccola, la creduloneria che ci aspettiamo. Ma che idea ha, lui, del paradiso? 

Qui cominciano le sorprese: non certo un concetto teologico né delle nuvole da pubblicità. Innanzitutto è un posto di cui ha sentito parlare ("aggio audito dire"): la gente del suo tempo comunicava di bocca in bocca che alla fine non c'era una fine, ma un destino eterno. E come lo descriveva? Come un luogo in cui si mantiene "sollazzo, gioco e riso": un luogo in cui la felicità "si manten". No, perché qui, sulla terra, il problema è che il divertimento, il gioco, il riso saranno anche belli, ma proprio non si mantengono, non tengono, non durano, e il sabato sera non arriva al lunedì mattina. Possibile che vada a finire tutto nel niente? 

Quell'epoca non si arrendeva: nel Duecento si sentiva parlare di una prospettiva per cui c'è infinitamente di più che ridere e giocare, eppure tutto, anche i giochi e le risate, viene salvato, per sempre. A chi viene al mondo oggi, invece, capita la stessa fortuna? viene disegnato lo stesso orizzonte? Scusate il crollo dalle stelle alle stalle, ma quest'anno il singolo di Emma Marrone grida nel ritornello: "Il paradiso non esiste, esistono solo le mie braccia in questo piccolo mondo di oggi". E dopo essersene uscita con quello che non riesce a produrre un ossimoro ma solo un finale a casaccio ("questo piccolo mondo, un mondo infinito"), la nostra filosofa insiste a ripetere che "il paradiso non esiste, lo abbiamo lasciato a tutti gli altri: mi basta il piccolo mondo di oggi, mi basta il piccolo mondo".  



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COMMENTI
15/11/2016 - Emma cantante non è lo stesso di Emma autrice (claudio di luzio)

Non toccate per favore Emma come cantante, che al di là della rampa di lancio di "Amici" ormai ha dimostrato, negli anni, di essere una grande interprete! Sono in tanti che ormai scrivono canzoni per Lei, con ottimi risultati. Ai temi del Paradiso ci era già andata molto vicina con "Non è l'inferno", scritto tra l'altro da Checco dei Modà. Ma nel caso de "Il Paradiso non esiste" Emma è anche coautrice, assieme ad importanti altri autori. E' pur vero che tutto il brano non è all'altezza del suo repertorio, ma il testo in qualche modo rappresenta la tipica sua rabbia che è anche quella di molti giovani d'oggi e che è sempre presente nelle sue canzoni. Comunque senza troppa filosofie sul testo, io preferisco Emma cantante forever!

RISPOSTA:

"Emma cantante forever"? Beh, se "il paradiso non esiste" al massimo possiamo augurarle dieci o vent'anni di successi: "forever" non esiste. VC