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LETTURE/ San Benedetto da Norcia, oggi chi sono i nuovi monaci?

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A Norcia, davanti alla cattedrale crollata (Foto dal web)  A Norcia, davanti alla cattedrale crollata (Foto dal web)

Ma Norcia non è periferia dell'Europa, se consideriamo la storia che ha generato questo continente, come papa Francesco ha stupendamente ricordato nel discorso in occasione del Premio Carlo Magno: l'Europa è nata anche dalle radici cristiane, delle quali Benedetto da Norcia è stato protagonista supremo.

Nel 2013, proprio su questo giornale, ho già scritto di san Benedetto e a quell'articolo rimando per ulteriori riferimenti biografici su di lui.

Non pensavo certo allora, riferendomi a Benedetto come "costruttore in mezzo alle rovine", di dover poi dolorosamente assistere alla scena della sua così bella patria ferita da un terremoto. Eppure c'è una misteriosa analogia fra la storia di quei tempi e il compito che oggi ci attende: ricostruire.

Per Benedetto e per i suoi monaci si trattava di ricostruire quasi tutto dopo la decadenza della società romana e le invasioni germaniche. Nei secoli VII e VIII, i monasteri benedettini raggiungono luoghi lontani da Norcia e dove arrivano i monaci, la vita rinasce.

 

Monasteri benedettini nei secoli VII-VIII

 

I monaci salvano la cultura antica copiando i codici dei classici, insegnano nuove tecniche agricole, diffondono il vangelo, propongono un microcosmo di pace in mezzo alle guerre.

Fra IX e XII secolo, in piena rinascita socio-culturale-economica, la riforma monastica di Cluny ricorda la distinzione fra potere laico e religioso all'interno di quel vasto programma innovativo che si usava definire "gregoriano", ma che ora gli storici preferiscono — giustamente — attribuire a diversi e più ampi contesti. Nel secolo dei trovatori, Bernardo di Chiaravalle scrive i suoi Sermoni sul Cantico dei Cantici e contribuisce, da monaco, a diffondere il lessico dell'eros in Occidente e a riconoscere la dignità dell'amore fra uomo e donna.

Basterebbero solo questi cenni per riscoprire l'importanza di ciò che da Norcia è nato e l'assoluta necessità di ricostruire, come è avvenuto ad Assisi e altrove.

Ed è necessario ricostruire sia per la memoria del passato, sia per amore alle persone che fino a ieri hanno vissuto e custodito anche per noi questi luoghi, per quelle persone che con dignità e mitezza abbiamo visto pregare e lavorare nella piazza di Norcia e negli altri luoghi colpiti da questa misteriosa e dolorosa prova.



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