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LETTERA/ La verità? E' come la metropolitana di Londra…

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Pianta della Metro di Londra (Immagine dal web)  Pianta della Metro di Londra (Immagine dal web)

La storia della metropolitana di Londra, infatti, è parallela a quella della sua mappa. All'inizio, nonostante anche i primi esemplari fossero stati realizzati con cura, in pochi li utilizzavano. Eppure erano dettagliati e consentivano di comprendere dove fossero le stazioni e quale fosse la planimetria della città. Rappresentavano la verità. Vedevi dov'era la stazione e dove sbucavi in città. Eppure nulla. Queste mappe non le voleva nessuno. 

Poi, ho appreso da Baricco, arrivò Harry Charles Beck, lavoratore precario della società che gestiva la metropolitana. La sua idea era che ai passeggeri interessasse più capire come spostarsi tra una stazione e l'altra che geolocalizzare il punto preciso nella città. Così disegnò una mappa della metropolitana che è molto simile a quella che ho tenuto tra mani nei giorni scorsi. La cosa divertente è che la prima volta che Beck propose la sua idea nel 1931 fu ritenuta troppo radicale e respinta. Una mappa che fosse scollegata dalla verità della topografia di Londra fu ritenuta una contraddizione. Beck tuttavia tornò ad insistere. Nel 1932 fecero una prima stampa di 500 copie che finì in un battibaleno e l'anno successivo la tiratura di 700mila copie andò esaurita in un mese. 

La finzione aveva avuto la meglio sulla verità. La gente non sapeva più cosa ci fosse sopra la propria testa viaggiando in metropolitana, ma si spostava più di prima. Persino dalle periferie più lontane che, grazie alla nuova mappa, sembravano più vicine al cuore della City. Verità e finzione. Realtà e fantasia. Mentre riflettevo su questa dicotomia arrivava la notizia del pronunciamento dell'Alta Corte inglese che metteva in discussione il risultato del referendum di uscita dalla Ue. Brexit: realtà o fantasia? Forse un ottimo spunto per un'altra magistrale lezione di Alessandro Baricco.

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