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LETTURE/ Il grande spettacolo del cielo, dallo stupore alla conoscenza e ritorno

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Van Gogh, Notte stellata (1889)  Van Gogh, Notte stellata (1889)

Era difficile conciliare le forme architettoniche singolari progettate da Gaudi con l'immagine della volta celeste; ma la rappresentazione scientifica moderna, confortata dai risultati sperimentali ottenuti con missioni spaziali come quella di Planck, della quale Bersanelli è uno dei massimi responsabili, offre un suggerimento: "la geometria che Gaudi ha immaginato, in qualche modo riecheggia la forma dello spazio-tempo dell'universo attuale; il profilo della grande torre segue una curva dello stesso tipo di quella che Lemaître aveva tracciato per primo 90 anni fa. Allora ho proposto di rappresentare nella torre non tanto il firmamento ma l'universo che evolve nel tempo, dal fondo cosmico di microonde, alla formazione delle strutture galattiche fino al nostro sistema solare. La maestosa vista dell'interno della torre, con l'intero corso del tempo dispiegato sotto i nostri occhi, potrà farci percepire l'evoluzione della natura come un tratto mirabile ed essenziale della creazione".



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