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LETTURE/ Maffei, O Lorcain e la "fragilità della farfalla": quando la fede fa la storia

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Chiesa dell'Abbazia di Kylemore, Irlanda (Foto Bjoernreusch da Wikipedia)  Chiesa dell'Abbazia di Kylemore, Irlanda (Foto Bjoernreusch da Wikipedia)

Le similitudini non si fermano a questo dato cronologico. In realtà gli autori di questa trilogia sembrano riprendere uno dei capisaldi del romanzo storico stabiliti da Scott. Egli infatti fu il primo romanziere a non considerare la storia come una mera cornice all'interno della quale collocare vicende di stampo moderno. Fino a Scott, infatti, nei romanzi ambientati in epoche passate, i pensieri, la psicologia e i comportamenti dei personaggi riflettevano quelli dell'epoca cui apparteneva il loro autore. Oggi questo vizio di forma sembra essere tornato in auge, con autori che proiettano nel passato forme di pensiero, stili di vita, persino ideologie contemporanee. Ne risulta un anacronisticità spesso sgradevole. Scott non modernizzò mai le psicologie, ma descriveva invece con precisione le condizioni di vita del periodo storico in cui ambientava i suoi romanzi, in modo che i comportamenti che ne scaturivano non fossero considerati dal lettore come curiosità storica, ma come tappe dell'evoluzione dell'umanità. Maffei e Ó Lorcáin fanno la stessa cosa: fanno pensare e agire i personaggi della loro storia conformemente al pensiero e ai valori dell'Irlanda di 250 anni fa. 

Ne esce un quadro affascinante, che non cade nell'archeologismo culturale, ma ci presenta una vicenda viva, palpitante, credibile, anche se lontana da noi. Una storia ambientata in un periodo storico molto preciso, l'Irlanda delle Leggi Penali, leggi che privavano all'epoca i cattolici irlandesi di ogni diritto. Che li aveva privati delle loro terre, costretti — come i protagonisti della trilogia — al contrabbando per sostenere le famiglie. Tra i diritti violati c'era anche quello alla propria fede. Era loro vietato professare il cattolicesimo, con la Messa celebrata in segreto da sacerdoti che erano ritenuti fuorilegge. Così un piccolo gruppo composto da un vescovo clandestino e cinque preti decide di sfidare gli inglesi dominatori…

Tutto porterà ad un crescendo di eventi emozionante, e come scrivono gli autori nell'introduzione: "Ci siamo schierati, infatti, dalla parte dei perdenti. E otto secoli di dominazione straniera in Irlanda non potevano essere cancellati o falsati da un artificio in punta di penna. Che cosa ci restava da raccontare, dunque, se non una piccola beffa ai danni dell'oppressore? Ve la doniamo come una scintilla che s'accende all'improvviso, dietro la tenda. Come una luce minuscola e debole, che s'accende e brilla nel buio sterminato della notte".

Una luce che gratifica il lettore attraverso una narrazione spedita, avvincente, spesso commovente. Attraverso un linguaggio che sa di antico, di pulito, come il bucato delle nonne. Un linguaggio che ci riporta il gusto delle storie che vogliono rappresentare qualcosa, e non solo dare vita agli incubi di psicologie contorte. I nostri autori ci parlano di amori, di dolori, di speranze, di fallimenti. In poche parole, della realtà.  



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