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LETTURE/ Maffei, O Lorcain e la "fragilità della farfalla": quando la fede fa la storia

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Chiesa dell'Abbazia di Kylemore, Irlanda (Foto Bjoernreusch da Wikipedia)  Chiesa dell'Abbazia di Kylemore, Irlanda (Foto Bjoernreusch da Wikipedia)

Duecento anni fa nelle brume della Scozia Sir Walter Scott inventava — con il suo Waverley — il romanzo storico. Secondo l'Enciclopedia Britannica, un romanzo si definisce storico quando "è ambientato in un'epoca storica e intende trasmetterne lo spirito, i comportamenti e le condizioni sociali attraverso dettagli realistici e con un'aderenza (in molti casi solo apparente) ai fatti documentati. Può contenere personaggi realmente esistiti, oppure una mescolanza di personaggi storici e di invenzione". Come sappiamo, il romanzo storico ebbe grande fortuna da quel 1814 in cui venne edito il romanzo di Scott che parlava di una Scozia del secolo precedente, un Paese in lotta per la propria libertà, non una semplice provincia dell'Impero ma una terra orgogliosa, teatro di vicende tragiche ed eroiche.

Nel Romanticismo il genere letterario trovò un terreno favorevole in cui attecchire e svilupparsi, ma oggi, nella nostra narrativa disincantata e minimalista, che spazio può trovare questo genere letterario bicentenario? 

Una risposta affascinante viene da due autori — lei un'italiana innamorata dell'Irlanda, lui un irlandese appassionato dell'Italia — che hanno dato a vita a quattro mani ad una trilogia storica: Dietro la tenda, per i tipi di Parallelo45. In questi giorni è giunto nelle librerie il secondo capitolo della saga scritta da Maura Maffei e Rónán Ú. Ó Lorcáin. Maura Maffei, ligure di nascita e piemontese d'adozione, è una scrittrice dai mille talenti, oltre che erborista e soprano lirico, ed è vincitrice di numerosi premi letterari. Rónán Ú. Ó Lorcáin, che attualmente vive in Irlanda, dopo aver vissuto molti anni in Italia, è tecnologo, musicista e traduttore, e soprattutto un appassionato linguista che ama e pratica l'irlandese non come un vezzo, ma come lingua viva, importante per la storia d'Irlanda. 

I due autori si sono dunque cimentati con una vicenda storica che affonda nella storia tormentata dell'Irlanda del XVIII secolo. Il primo capitolo della trilogia, uscito pochi mesi fa, col titolo La Fragilità della Farfalla, spalancava al lettore il cupo e imponente paesaggio del Connemara, una delle zone più suggestive dell'Isola di Smeraldo, affacciata all'Oceano Atlantico, remota e selvaggia. Qui vivono due famiglie di nobili origini, scacciate a Ovest dall'odiosa invasione inglese. Novant'anni di amori, liti, odi tra i membri delle due famiglie passano improvvisamente in secondo piano a causa di un evento inatteso: il ritorno in patria di un gruppo di uomini che per anni ha vissuto in Austria. Siamo nel 1746, curiosamente lo stesso anno in cui non molto lontano dall'Irlanda, nella Scozia di Walter Scott, sono ambientate le vicende degli eroi giacobiti che diedero l'immortalità letteraria al suo autore e inaugurarono la stagione del romanzo storico, cui la Maffei e il suo collega irlandese sembrano voler dare nuova linfa.



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