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LETTURE/ Quel Sì e quel No (all'altro) che ora dividono anche gli Usa

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Mike Pence (a destra) con Donald Trump (LaPresse)  Mike Pence (a destra) con Donald Trump (LaPresse)

Il tema principale è celebrare l'immigrazione. Per cui un teatro politico, o civile come si tende a dire in Italia, non sorprende che voglia dichiararsi politicamente di fronte ad un rappresentante del prossimo governo così apparentemente bellicoso verso certi strati dei suoi cittadini. Il messaggio letto è cortese, un atto di libertà di espressione, nel quale con poche parole si proclama la preoccupazione non solo di essere dimenticati ma neppure protetti.

Ma un messaggio politico non è mai semplice. Visto dentro al contesto di questa operetta in cui i protagonisti della storia cambiano colore e identità, e in cui inoltre l'immigrazione è glorificata e anche centrale, si presentano delle problematiche non da poco. Mi soffermerò solo sulla questione dell'immigrato. 

Ascoltavo recentemente qualcuno qui a Bologna parlare di un certo personaggio importante nordamericano il quale lo era anche per appartenere a quella casta aristocratica della famosa barca, il Mayflower. Giustamente anche, perché questo mito è ancora molto vivo negli States. Quindi quando si dice "immigrazione" non ci si riferisce sempre a quei poveri che hanno coraggiosamente attraversato l'Atlantico fuggendo dai paesi del nord Europa, come ora lo fanno i latinoamericani attraversando il muro che già si estende per chilometri fra il Texas e il Messico, ma prima ancora il fiume e la temibile frontiera. 

L'immigrazione inizia nel Seicento e procede ancora. Inoltre, il nero non è un immigrato ma uno sradicato involontario nella lunga epoca della schiavitù. Questa confusione che si esprime ormai con interminabili cliché è alla base dell'errore di questa America del Nord che si sta pericolosamente avvicinando all'orlo di un potenziale spacco civile, di cui i responsabili sono i cittadini agguerriti del Sì e quelli altrettanto bellicosi del No. Ora dobbiamo essere attenti noi, qui in Italia. Le patologie politiche sono contagiose.



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