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LETTURE/ Da Péguy a De Gasperi e von Balthasar, l'amore ha bisogno dell'assoluto

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Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)  Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)

Il libro che presentiamo fa emergere molto chiaramente anche questa varietà degli esiti a cui può condurre la relazione tra uomo e donna quando cessa di essere soltanto il campo di espressione dell'attrazione istintiva e si risolve nel veicolo di una fusione che esalta la dignità ultima della persona e oltrepassa, magari senza neanche averlo mai attraversato, il linguaggio della carnalità materiale dei corpi, puntando diritto alla comunione.

La vicenda dei coniugi Maritain si distacca infatti profondamente dalla parabola di un altro grande convertito della Francia del primo Novecento: Charles Péguy. A lui è dedicato il capitolo di esordio del volume. Anche Péguy entrò in contatto con Bloy. Frequentò la cerchia a cui erano legati i Maritain ed ebbe un non facile rapporto diretto proprio con loro. Ma il neotomismo radicalmente "ortodosso" dall'inventore della formula del "distinguere per unire", attento a rimarcare la gerarchia dei diversi piani della realtà e a difendere il progetto di una ricristianizzazione per via etico-politica della moderna società laicizzata, faticava a conciliarsi con l'"antropologia dell'incarnazione" del poeta entusiasta di Giovanna d'Arco. 

Per Péguy, erede di un ardente socialismo libertario spiritualizzato, la fede restava una passione trasfigurante, disposta a portare dentro la materialità della vita del mondo il fuoco di una grazia immaginata ancora capace di incorporare la natura e l'esperienza quotidiana dell'uomo, "oltre ogni dualismo" e "senza strappi", nel tessuto di una coincidenza inestricabile di destino. Anche le norme disciplinari e le conseguenze pratiche che si facevano discendere dall'appartenenza alla Chiesa divisero il poeta-patriota e l'amico filosofo. Péguy non volle mai tradire i suoi doveri di coniuge sposato civilmente con Charlotte Baudouin, che non lo seguì, finché lui rimase in vita, sulle strade del riavvicinamento alla fede cattolica e nella lotta per la rigenerazione della società borghese. 

Non avendo lui spezzato questo legame che riteneva sacro anche se minato da una turbolenta conflittualità interna, Péguy non poté essere ammesso ai sacramenti e restò ai margini del culto ufficiale della Chiesa, trattato come un innamorato respinto. Anche Maritain si unì al coro insistente di quanti premevano perché Péguy regolarizzasse la sua posizione, tra l'altro nella difficoltà plateale di farla convivere con l'affetto ben più promettente nato, nel corso del tempo, con un'altra donna che invece collaborava all'impresa dei Cahiers del poeta "ribelle": Blanche Raphaël. Anche dopo il matrimonio di costei, Péguy si trovò a continuare a combattere con il rischio di cedere all'attrattiva di un fascino a cui avvertiva di non potersi in coscienza piegare, perché il suo cuore era già stato sigillato in modo esclusivo davanti alla legge.



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