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LETTURE/ Da Péguy a De Gasperi e von Balthasar, l'amore ha bisogno dell'assoluto

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Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)  Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)

La dinamica dell'eros mostra così di racchiudere in sé, strutturalmente, la capacità di risuscitare, anche attraverso le ferite della sua precaria fragilità, la vocazione a una pienezza o a una purezza originarie, intrise dalla nostalgia di tenere insieme il bene di sé e l'affermazione del bene dell'altro, l'anelito alla conquista e la rinuncia di una distanza che lo lascia integro, lo salva, senza ridurlo a strumento del proprio consumo immediato. Lo si vede bene nell'esperienza della maternità, e altrettanto in ogni vera donazione verginale. Risalendo alle fonti della gratuità che si compie nel bene totale dell'altro, Eros si riveste di Agape. Fiorisce nella feconda apertura dell'amore che non si lascia sminuire dal sacrificio della spartizione, e così irradia la sua luce contagiosa nel mondo degli egoismi che bruciano e delle divisioni che lacerano, generando una potenza risanatrice che va ben oltre quella della pura naturalità biologica. Alla fine, anche Eros si redime.



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