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LETTURE/ Da Péguy a De Gasperi e von Balthasar, l'amore ha bisogno dell'assoluto

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Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)  Alcide De Gasperi (1881-1954) (LaPresse)

"Vado verso la mia benedetta Raïssa/ come l'uccello verso il suo nido,/ come la rosa verso il sole,/ come l'anima assetata verso le fonti della vita...": il lato privato del fuoco di esperienze da cui è scaturita l'avventura di uomo e di intellettuale dell'illustre filosofo Jacques Maritain, esponente di spicco della grande cultura cattolica francese del primo Novecento, è ben illuminato da questi suoi semplici versi, citati in apertura del capitolo che gli dedica il prezioso volume di Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese: Il buio sconfitto. Cinque relazioni speciali tra eros e amicizia spirituale (Effatà editrice, 2016).

Maritain non è stato uno studioso che si sia fatto da sé. Il suo tentativo di ripensamento delle categorie portanti della più classica tradizione del pensiero cristiano, davanti alla crisi dell'oscuramento contemporaneo del senso religioso, è partito ed è stato continuamente nutrito dal sodalizio affettivo con la donna di origine russa e famiglia ebraica, emigrata in Occidente ancora ragazza, a cui Maritain rimase legato per l'intero corso dell'esistenza. Il libro descrive il loro incontro tra le aule della Sorbona di Parigi, il comune entusiasmo per Bergson, il riaccendersi dell'interesse per la fede, il cammino condiviso di ritorno al grembo della Chiesa, in particolare attraverso il rapporto con Léon Bloy, da "violento anticlericale" a sua volta da poco convertito in "fervente cattolico". 

Sposatisi nel 1904, Jacques e Raïssa Oumançoff ricevettero il battesimo l'11 giugno del 1906, avendo Bloy come padrino. Da lì venne l'impulso decisivo a gettarsi in una nuova forma di vita, dominata dall'ansia di rimettere il primato di Dio al centro di un'opera febbrile di elaborazione della cultura, spinta a misurarsi senza complessi con il dibattito filosofico del loro tempo, a calarsi nella realtà della politica, a rivestirsi di un'estetica fatta di arte e di poesia per rilanciare il valore della verità cristiana come unica forza in grado di rigenerare il cuore dell'uomo, facendo progredire il mondo moderno verso un autentico "umanesimo integrale". Non si accontentarono del minimo richiesto. Trascinati dall'oltranza delle loro scelte da neofiti, i Maritain vollero identificarsi fino in fondo con il credo che avevano accettato di professare e portarono alle estreme conseguenze la consegna del loro io a Cristo.

Nel 1912 formularono voto di castità, facendo del loro matrimonio, riletto nella prospettiva di una consacrazione di tipo monastico, il cemento di una militanza tesa alla perfezione della santità, nel segno di una missione di servizio e di testimonianza dilatati allo spazio aperto del mondo. Era un modo molto particolare, bisogna ammetterlo, difficilmente proponibile come norma da seguire, per vivere le forti esigenze della vocazione cristiana all'interno dello stato di laici coniugati innestati nella realtà secolare dell'oggi. 



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