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LETTURE/ Il vangelo di Giovanni e l'amore che serve per capire il Papa

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papa Francesco (Infophoto)  papa Francesco (Infophoto)

Certo non è un "discernimento originale" mai praticato, ma un reale discernimento che mi permette per esempio di incontrare quotidianamente un omosessuale nel mio ambito di attività con serenità e in spirito di accoglienza. O un'altra frase: "La Chiesa non è nel mondo per condannare, ma per rendere possibile l'incontro con questo amore originario, che è la misericordia di Dio". Questa frase ricorda tutta, a livello ecclesiologico, ciò che il Logosdi Dio dice a livello cristologico nel Vangelo di san Giovanni al capitolo tre in dialogo con Nicodemo: "Perché Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo venga salvato attraverso di esso" (17).

Questa è in fondo la morale della favola. La gnosi giornalistica, che pensa, almeno nella sua versione maschile, di agire in forza di una distanza professionale, è meno capace di quella "conoscenza amorosa" propria dell'evangelista Giovanni nel vivere una reale e giusta distanza anche nei confronti di Pietro. Nel grande schizzo di teologia della Chiesa che c'è in Giovanni capitolo 21, Gesù stesso, nei confronti di un Pietro curioso del destino del "discepolo che egli amava", ha parole di grande correzione: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, che ti importa? Tu, seguimi". Bene, questo è il criterio per giudicare il Santo Padre in modo corrispondente all'oggetto, come adesione ad esso e come distanza da esso: segue egli Cristo, il Logos di Dio? — il Logosdell'Amore Gratis, che chiamiamo "misericordia"? I "piccoli" in questo mondo non hanno nessun dubbio.



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