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LETTURE/ Cristo e il male del "secolo", da dove nasce il dialogo

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Piero della Francesca, Resurrezione (particolare; 1465) (Immagine dal web)  Piero della Francesca, Resurrezione (particolare; 1465) (Immagine dal web)

Quanto qui espresso a livello ontologico deve essere ovviamente riflettuto anche a livello politico, giuridico, etico, quotidiano, ma in tutte queste riflessioni esso rimarrà la tonalità ultima dell'agire cristiano. Ha ragione Marco Pozza quando dice che la verità non può rimanere nell'astrazione; ricordiamoci che dire che la verità non deve essere astratta è ancora un’affermazione astratta. Johann Wolfgang Goethe ha ben espresso in una sua poesia un movimento dell'anima quando ascolta qualcosa di "preconfenzionato": "man spürt die Absicht und man ist verstimmt", "ci si accorge dell'intenzione e si è di cattivo umore". Non credo che questioni talmente complesse come lo sono i rapporti tra uomini e donne o tra donne e donne, eccetera permettano al filosofo o al giornalista una soluzione facile a tutto campo. Non so se, come dice Brague, basterebbe un "aggiustamento al diritto di successione" per risolvere la questione delle unioni civili. So invece che ogni persona nel suo ambito (politico, giuridico…) dovrà cercare un "dialogo trasversale" (cfr. Papa Francesco a Strasburgo) per contribuire alla concordia e pace tra i cittadini che la pensano diversamente su tanti temi. Qui sarà necessario tener conto del fatto che "anche il contenuto del diritto naturale non prescinde dall'esistenza storica" (Ernst-Wolfgang Böckenförde). L'attenzione dovuta all'esistenza storica richiede per esempio una riflessione seria sul significato del referendum irlandese in cui il 62 per cento di battezzati, non di pagani, non ha seguito le indicazioni dei propri vescovi sulla questione del "matrimonio" degli omosessuali. È certo che gli scandali di pedofilia in Irlanda (e non solo lì) rivelano una dimensione di abisso "infernale" se ripensati al cospetto di una teologia del Sabato Santo e pongono una domanda seria sulla credibilità della Chiesa nella sua giusta difesa della famiglia (e lo dico ben consapevole delle polemiche ipocrite di tanti che hanno criticato la Chiesa su queste questioni).

Nella quotidianità infine potrebbe anche accadere che ci venga chiesto concretamente cosa pensiamo sul fatto che due donne omosessuali desiderano avere un figlio. Non credo che sia compito del cristiano, tanto più se fossero le stesse interessate a chiederci tale opinione, di far loro una lezione di diritto naturale, ma di testimoniare, anche in questo dettaglio concreto, la presenza dell'Amore Gratis. Forse ciò potrà anche rivelarsi in un chiaro giudizio altrettanto forte come quelli che dà Gesù stesso. A volte siamo per amore o per educazione chiamati a darli, ma ci si dovrà ricordare che Egli per questo suo giudizio forte era disposto a scendere fino all'inferno per la salvezza del mondo e della singola persona. Meglio ricordarsi che quando il giovane ricco se ne andò, Cristo lo guardò con uno sguardo di amore infinito. A questo sguardo ci vuole educare, io credo, Papa Francesco in questo anno giubilare della misericordia, perché non ci accada ciò che mi ha scritto qualche tempo fa un amico con un po' di amarezza per i tanti "giudizi arrabbiati" che circolano trai a cattolici: "in fondo non amano la salvezza del mondo, perché non amano la propria e non la amano perché non l'hanno incontrata oppure avendola incontrata Le hanno detto di no".



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