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STORIA/ Dall'aula bunker a via D'Amelio, il processo che ha cambiato l'Italia

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"Fu un trionfo il cui merito era essenzialmente di Giovanni Falcone — ha scritto il giudice Alberto Di Pisa — che con indagini approfondite e prolungate aveva costruito un processo di notevole complessità e saldo sotto il profilo probatorio. La mafia lo sapeva e non glielo avrebbe perdonato così come non lo perdonò ai politici che ritenne responsabili delle condanne subite".

Di lì a poco Cosa nostra avrebbe servito la sua vendetta con le stragi di Capaci e via D'Amelio. Ma, come prevedeva Falcone, la partita non si sarebbe chiusa. Il maxiprocesso segnò infatti la tappa più importante della riscossa civile della Sicilia conservandone tutta l'attualità e il significato a distanza di trent'anni.



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