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ARTE/ Nazional-popolari o radical-snob? Il bello ha già scelto con chi stare

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W. Congdon, paesaggio (particolare, 1981) (Foto dal web)  W. Congdon, paesaggio (particolare, 1981) (Foto dal web)

A poco più di un mese dall'inizio della fiera di arte contemporanea di Bologna (l'evento si è concluso lo scorso 2 febbraio, ndr) la nostra galleria viene informata che l'artista che avevamo scelto per partecipare a questo evento con una mostra personale si è ammalato seriamente e non sarà in grado di produrre le opere previste per allestire lo stand. 

Prima di imbastire questo diario minimo di una singolare vicenda che ci ha portato dal panico, allo stupore, al divertimento e alla grande soddisfazione per un esito non scontato, vorrei fare alcune premesse sulla Fiera di Bologna e su alcuni aspetti dell'arte contemporanea che sono connessi alle manifestazioni di questo genere.

Artefiera, così si chiama la rassegna bolognese, è la più antica, frequentata e apprezzata in Italia, sia per l'impressionante numero di visitatori che per il riscontro commerciale. Azzardo una percentuale ottenuta in modo intuitivo, ma penso che il 90 per cento delle vendite di opere d'arte transiti da manifestazioni fieristiche.  

Esiste quindi una competizione feroce per essere inclusi e si viene giudicati da un comitato molto severo e selettivo di critici d'arte e galleristi rinomati.

Sarò costretto a formare delle categorie un po' riduttive e grossolane per riuscire a descrivere semplicemente il nostro ambiente dell'arte contemporanea e la stessa fiera e dare un senso al mio racconto. Diciamo che esistono due poli antagonisti, uno nazional-popolare, l'altro radical-snob. Ci sono fiere, artisti, collezionisti e giornalisti del primo e del secondo tipo. L'ala radical-snob, comunque, domina la scena. 

Il comitato che determina le ammissioni alla fiera di Bologna è piuttosto radical-snob, il pubblico è largamente nazional-popolare ma i clienti che spendono di più sono i radical-snob.

La pittura e la scultura figurativa, di cui noi siamo sostenitori, è nazional-popolare. L'arte concettuale, la fotografia di tendenza, e comunque i grandissimi nomi della scena internazionale e dei musei sono radical-snob. I radical-snob vogliono far fuori i nazional-popolari, mentre i secondi vorrebbero solo partecipare.

L'artista più nazional-popolare della scuderia Rubin è Letizia Fornasieri. Osa dipingere la mamma, i fiori, le case del quartiere, le mensole del suo lavello in modo quasi naturalistico. I radical-snob ci avversano da anni per questa nostra inspiegabile passione. 

Vista la forzata rinuncia dell'artista con cui avevamo chiesto di partecipare, proviamo a fare il nome di Letizia Fornasieri in alternativa. Il critico incaricato di decidere esplora il sito della nostra artista e nota con rammarico sulla home page l'immagine di una grattugia con una pera, e mi telefona molto allarmato: devo fornire subito delle altre opzioni. In questi ultimi due anni, però, Letizia Fornasieri, ha sviluppato una nuova pittura decisamente più contemporanea e compatibile con lo spirito radical-snob, e io aggiungo una più aggiornata documentazione al profilo di altri due pittori figurativi della mia scuderia inviando il tutto alla commissione giudicante. Risultato: viene scelta proprio Letizia Fornasieri. 



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COMMENTI
16/02/2016 - non sono d'accordo (carlo steiner)

Troppo tranquillizante e facile dividere in due le tendenze dell'arte contemporanea (specialmente quando si pensa di stare dalla parte giusta). L'arte contemporanea va studiata per mantenere la possibilità di stupirsi di tante opere e tanti artisti di ADESSO! Attenzione a non calcare il tranquillo sentiero dei luoghi comuni. La coraggiosa mostra di Giuseppe Frangi al meeting di Rimini di quest'anno ha, speriamo, aperto la finestra per un po' di aria fresca.