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DDL CIRINNA'/ Se la "natura" non basta più

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Senza aver mai fatto, anche solo per un istante, questa esperienza di liberazione — anche solo per desiderio o per nostalgia —, restiamo incastrati in una concezione ancora formale della libertà, in cui siamo liberi sì di fare quello che ci pare, ma senza riuscire a liberarci da quella sottile insoddisfazione (di cui ancora parlava Carrón) che tiene paradossalmente sempre imprigionata la nostra libertà di decidere di noi stessi. E tuttavia — questa è forse la cosa più interessante e imprevista — ciò a cui Cristo si rivolge, ciò che Egli intercetta è proprio quella capacità che noi abbiamo di fare quello che ci "piace".

Quello che i cristiani oggi sono chiamati a testimoniare è allora forse proprio il contrario di ciò che ci si aspetterebbe da loro nel gran teatro della dialettica mediatica: non tanto rivendicare la solida dottrina su Dio e sull'uomo come argine al relativismo e al soggettivismo post-moderno, ma far comprendere che la verità infinita di sé e del mondo intero ha bisogno della libera scelta di ogni singolo soggetto per attuarsi.



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COMMENTI
19/02/2016 - Valori non astratti (simone giannoni)

Non mi pare che Esposito abbia detto di non proporre niente lasciando la libertà vuota a sé stessa. Anzi ha espressamente detto: "Al contrario, c'è bisogno di un'esperienza di libertà in atto per poter tornare a riconoscere e aderire ad un valore." Ovvero, ci sono due attori: da una parte chi si mette in gioco con la libertà e dall'altra chi si mette in gioco proponendo qualcosa. Perché i valori in gioco non sono astratti ma concreti, sono incarnati, tanto è vero che esposito più avanti dice: "E' per questo che l'esperienza originale del cristianesimo - l'incontro con la presenza viva del Mistero, in una forma e in un'amicizia umana desiderabili - costituisce un principio di vera e propria rivoluzione culturale."

 
17/02/2016 - le regole naturali (DiB Marco)

amico mio, la natura ha delle regole di massima ma queste hanno un valore statistico e non assoluto; conosci il principio di indeterminazione di Heisenberg? "« Nell'ambito della realtà le cui connessioni sono formulate dalla teoria quantistica, le leggi naturali non conducono quindi a una completa determinazione di ciò che accade nello spazio e nel tempo; l'accadere (all'interno delle frequenze determinate per mezzo delle connessioni) è piuttosto rimesso al gioco del caso". Senza ricorrere alla meccanica quantistica, che a Roma non nevichi il giorno di ferragosto si potrebbe dire una legge naturale, eppure se consideri un arco di tempo sufficentemente ampio, la legge è naturalmente sconfessata; senza lasciare la biologia, i casi di intersessualità esistono, la sindrome di Swyer, quella di Klinefelter o di Turner; in ogni caso la omosessualità ha una tale inciden za naturale che non si può considerare una anormalità della legge naturale: FA PARTE della normalità naturale essendone aspetto fondante.

 
17/02/2016 - Drammatico (FRANCA NEGRI)

"La verità si attua". La verità sarebbe il prodotto della nostra scelta "libera"...non c'è più alcun dato da riconoscere. Neppure le esigenze e le evidenze elementari. Non si nega la natura ma la si dichiara inconoscibile, non riconoscibile per l'uomo di oggi. Così è, solo se vi pare. E poi come farebbe un tipo umano così, che non è più in grado (io direi meglio non vuole più) riconoscere il dato di realtà, a rendersi conto di aver incontrato un uomo davvero "libero"? E a seguirlo?

 
17/02/2016 - giusto per capire meglio (prosperi paolo)

Perdonami, caro Costantino, ma non riesco bene ad afferrare la coerenza del tuo argomento. ti seguo bene in tutta la prima parte del tuo argomento. Ma poi mi riesce molto difficile capire le conseguenze che deduci dal quadro delineato. Tralasciando la contrapposizione tra interesse per la legge civile e testimonianza cristiana (come se il cristiano ricadesse nel farisaismo se si interessa ANCHE di questo) mi riesce francamente difficile comprendere la coerenza di quanto dici in conclusione, quando contrapponi la rivendicazione della "solida" dottrina su Dio e sull'uomo come argine al relativismo e soggettivismo postmoderno (e percio un atteggiamento dell cristiano diciamo ideologico, farisaico, rigido, incapace di rivolgersi amorosamente alla liberta dell'altro - questo mi pare cio che suggisci) all'appello alla liberta, alla promozione e valorizzazione della liberta delle persone, e percio - e su questo ti seguo - dell'appello drammatico alla liberta del singolo, come dimensione intrinseca dela verita di Cristo, che e la verita dell'Amore. Cio che faccio fatica a capire, è la contrapposizione. Altro è IMPORRE altro è PROPORRE. Se non si PROPONE alcuna verita, non c'è AMORE, perche non c'è alcun appello reale alla libertà dell'altro, ne percio RISCHIO DI SE in questo appello. Se non c'è annuncio del contenuto della fede, non c'è bellezza dell'amore, perche si elimina il rischio che e proprio del dono di sé. Testimonianza = martyria...