BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Benedetto XVI, la rinuncia e la missione

Pubblicazione:

Benedetto XVI (Infophoto)  Benedetto XVI (Infophoto)

Si sfugge al radicale volontarismo, invece, caldeggiato da letture meno connesse all'ordinamento, e nondimeno si contesta la tesi di chi assimilerebbe la soggettività giuridica del Pontefice a quella di un indistinto organo istituzionale dello Stato. Il fatto che Benedetto XVI si sia espressamente riferito alla ingravescens aetas(sbrigativamente riletta come "età avanzata") non consente di dare del tutto ragione a interpretazioni pure accorate, quale quella di Giorgio Agamben, che vedrebbero nella rinuncia il compimento di un disegno escatologico. 

Il terzo capitolo del volume, significativamente nominato "La straordinaria normalità della rinuncia" (pp. 69 ss.), ha il pregio di collocare il crinale tra Benedetto XVI e Francesco nella dimensione sua propria. Un evento inusitato per la cristianità, persino traumatico sotto il profilo sostanziale, ma non "abnorme" o contro legge rispetto alle previsioni del diritto. 

Proprio il carattere dell'ingravescens aetas (legato a filo doppio al bene della Chiesa), rende considerazioni del genere fantasiose per il futuro e mal percorribili per il presente. 

Da qui segue, del resto, la sezione più articolata del testo (pp. 153 ss.), dove si analizza sotto il profilo dottrinale il contenuto del munus-ministerium del successore di Pietro. 

Sembra la logica conseguenza del percorso sin qui delineato che l'autrice consideri come Joseph Ratzinger non abbia dismesso il suo ruolo sacramentale. Semmai, Benedetto ha deciso di spogliarsi del munus-pontificiumpapale, nella potestà di governo. 

Evitando infondate comparazioni con episodi storici dei secoli trascorsi, peraltro ancora largamente dibattuti, l'autrice (p. 191) non può non notare come non vi sia contraddizione, ma piena complementarietà tra la vita contemplativa e la vita attiva, tra la Chiesa spirituale e la Chiesa carnale. Il gesto di Joseph Ratzinger non va ritenuto, perciò, né atto meramente individuale, né modello obbligatorio a futura memoria. A chi ritiene praticabile l'ipotesi di un co-papato, l'Autrice ha buon gioco a ricordare che la lettera enciclica Lumen Fidei, pur se conclusa a partire dal lavoro concettuale già impostato da Benedetto XVI, è firmata dal solo Papa Francesco. Al più, come riconosce lo stesso Francesco, comune resta l'elaborazione, condivisa la direttrice esistenziale. 

Il volume di Geraldina Boni ha, perciò, tante frecce al proprio arco, giovevoli per gli studiosi, ma per chiunque abbia a cuore le sorti della cristianità e, con essa, della manifestazione del sentimento religioso in forma associata in ogni sua declinazione. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.