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LETTURE/ La Misericordia che cercava Lutero è quella di Francesco

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Wolfgang Schäuble (Infophoto)  Wolfgang Schäuble (Infophoto)

LIPSIA —  "La religione, per essere politica, deve essere in primo luogo religione (…) a volte si ha l'impressione che ciò che conta nella Chiesa evangelica [luterana, in Germania] sia la politica, come se le prese di posizioni politiche ci impegnassero in modo più forte della fede che abbiamo in comune". 

Si tratta di una frase che il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha espresso in un suo saggio per una rivista teologica specializzata, Pastoraltheologie, richiamato nelle pagine economiche della Faz. Schäuble stesso è luterano e come tale ricorda alla sua Chiesa che se il nocciolo spirituale della fede va perso, la fede stessa è come sale insipido. L'articolo, uscito in preparazione del 500esimo anniversario della Riforma protestante che si festeggerà il prossimo in anno in Germania, contiene parole ancora più dure contro il monaco agostiniano Lutero. Criticando quella che la Faz chiama la "politicizzazione dei protestanti", Schäuble afferma che quando una "critica politica" sarebbe stata necessaria, essa, a parte teologi come Dietrich Bonhoeffer che hanno sempre pensato la politica a partire dal nocciolo centrale della fede in Cristo, sarebbe totalmente mancata: "Fino alla fine della seconda guerra mondiale si è vista ben poca protesta politica impegnata, piuttosto si è constatata una disponibilità di principio a sottomettersi al regime al potere. Anche questo atteggiamento ha la sua origine nella riforma luterana".

Il Martin Lutero di Schäuble, per quanto riguarda l'atteggiamento da assumere nei confronti di chi la pensa in modo diverso da lui, è fondamentalmente negativo: "non ha difeso solo la libertà di coscienza, ma ha preso partito, politicamente, in un modo che oggi definiremmo preoccupante, meglio, in modo totalmente brutale". Lutero avrebbe portato nella politica uno "stile di battaglia dura"; con lui nel "pensiero politico tedesco è entrato un pensiero che distingue nettamente tra amico e nemico". Ovviamente conoscendo ciò che Lutero ha detto nel contesto della guerra dei contadini o la posizione sugli ebrei che ebbe verso la fine della sua vita (e non quella che aveva nel 1525, che era completamente in accordo con la Lettera ai Romani di san Paolo) non possiamo negare che Schäuble esprima un grande problema del luteranesimo: come leggere in modo critico ed appropriato il proprio fondatore? 

Rimane però nel vago a cosa pensi il ministro, realmente e concretamente, quando fa queste critiche. Per capire Lutero nel suo contesto storico è consigliabile leggere un libro uscito a Monaco di Baviera nel 2014 di Heinz Schilling, Martin Luther. Rebell in einer Zeit des Umbruchs ("Martin Lutero. Ribelle in un'età di cambiamento radicale"), che permette di comprendere un periodo storico altamente complesso. Credo però che Schäuble sia interessato all'oggi, non tanto ad una ricostruzione storica. La Faz etichetta sbrigativamente come "protestantesimo" alcune tendenze del luteranesimo tedesco odierno, in realtà non è per nulla chiaro sei i luterani tedeschi possano andare tranquillamente sotto questa categoria. 



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